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Il Servizio di Matteo Bollini all'inaugurazione della Cripta del Sacro Monte di Varese

Guarda il servizio su RETE 55 del 24/10/2015

Pubblichiamo alcuni spunti del saggio di Anna Maria Ferrari dedicati agli affreschi della piccola chiesa binaghese, estratto dal volume "Santa Maria Assunta a Binago. Storia, arte e fede" / GALLERY

La Madonna col Bambino

Nella decorazione pittorica della chiesa - eseguita tra la metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento - prevalgono affreschi devozionali e di qualità piuttosto modesta. All'interno di questi affreschi non mancano però interventi di qualità più alta.

L'analisi di alcuni di questi interventi permette di proporre alcune novità (solo in parte abbozzate in occasione di mie pubblicazioni precedenti come ad esempio il volume edito nel 1992 dalla Cariplo intitolato "Pittura tra Ticino e Olona") per la storia della pittura del Varesotto che si colloca tra la fine Quattrocento e primi del Cinquecento. Per molti anni infatti gran parte della produzione pittorica di quel periodo è stata attribuita alla bottega di Galdino da Varese (pittore noto ai più forse solo perché gli è intitolata una via in Varese).

Un piccolo capolavoro da riscoprire: i dipinti che si trovano oggi nelle sale del Municipio di Cuveglio provengono dall'oratorio campestre di Santa Maria del Bosco. Furono rimossi dall'originale collocazione mediante uno strappo alla fine degli anni Sessanta. 

Affresco di Cuveglio

I dipinti che si trovano oggi nelle sale del Municipio di Cuveglio provengono dall'oratorio campestre di Santa Maria del Bosco. Furono rimossi dall'originare collocazione mediante uno strappo alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, insieme alla Crocifissione quattrocentesca firmata da Maffiolo Gabardi. Sappiamo che l'intervento di strappo fu operato da Carlo Alberto Lotti, in due fasi, mentre il rimontaggio è stato effettuato su due pannelli distinti. Dopo gli interventi di restauro curati nel 1980 da Paola Zanolini, che hanno integrato le estese lacune dell'intonaco e della pellicola pittorica, i due pannelli sono stati conservati presso i Civici Musei di Varese sino al 1984, anno in cui sono stati restituiti al Comune di Cuveglio.

Il dominio dei Visconti ha lasciato nel nostro territorio numerosi castelli e fortificazioni. Oggi ci soffermiamo su quelli che dominano la Valle dell'Arno, particolarmente strategici poiché avevano funzioni di difesa dei confini da eventuali assalti.

Castello Confalonieri di Caidate

Durante la signoria dei Visconti a Milano, il territorio del basso Varesotto, comprendente la zona del Ticino, Gallarate e delle vallate dell'Arno e dell'Olona, vede il capillare moltiplicarsi di fortificazioni e castelli. Davvero numerosi sono i castelli che con la loro presenza documentano quanto fosse ramificato il sistema di controllo e di difesa che i Visconti attuarono in questa zona, così importante fin nell'antichità perché collegava Milano ai valichi alpini.

Castello di Vezio

Un affascinante maniero dalla leggendaria fondazione. Sorto in un luogo strategico, il Castello di Vezio, che sovrasta Varenna, fu sfruttato come avamposto militare fin dai tempi più remoti, come dimostrano i numerosi reperti archeologici, rinvenuti ai piedi della torre.

Sorto in un luogo strategico, il Castello di Vezio, che sovrasta Varenna, fu sfruttato come avamposto militare fin dai tempi più remoti, come dimostrano i numerosi reperti archeologici risalenti all'età del ferro, rinvenuti ai piedi della torre e ora custoditi nel Museo Archeologico di Como. In epoca tarda romana, il luogo fu sfruttato per proteggere delle vie di comunicazione tra Bellano e la Valle dell'Esino.

 

La Chiesa di Santa Maria della Neve a Monate, eretta nella seconda metà del XIV secolo, presenta una sobria facciata a capanna su cui si apre un pregevole portale con capitelli finemente decorati. L'interno, ad aula unica, conserva tracce degli affreschi originari.

 

Chiesa di Santa Maria della Neve

Il complesso chiesastico dedicato a Santa Maria della Neve venne eretto durante la seconda metà del secolo XIV per volere di Branchino Besozzi, vescovo di Bergamo che il 13 gennaio del 1396 vi istituì un Capitolo, composto da un arciprete e da quattro Canonici. La chiesa è un interessante esempio di architettura gotica-lombarda di fine Trecento ad aula unica con schema a due vani rettangolari, di cui quello rivolto ad occidente è destinato a navata con copertura lignea cassettonata, mentre quello rivolto ad oriente di forma quadrata, è destinato a presbiterio.

guardabosone

Guardabosone: un paese sostenibile che si raggiunge da Borgosesia e Romagnano, una piccola perla a dominio del Fondo Valle lungo un’importante via di collegamento tra il Ducato di Savoia e il Ducato di Milano. Siamo in provincia di Vercelli.

Il restauro della meridiana della chiesa di Sant’Agata è stato il primo passo per la valorizzazione del paese.

Il borgo è museo vivo, totalmente restaurato nel suo aspetto medioevale.

In sintonia con il paesaggio circostante e in armonia con i suoi 350 abitanti.

Un unicum esemplare di recupero del proprio passato, di cui si conservano numerose tracce.

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