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Cartagena è una città della Murcia, dal tratto in parte romano e con interessanti reminiscenze puniche.

La continuità della sua storia si deve alla sua posizione strategica, porto inattaccabile e facilmente difendibile. Il teatro romano si spalanca allo spettatore dopo un percorso sotterraneo che tocca le mura medioevali, stupendo i turisti in gran parte inglesi e francesi. Cartagena, cioè la nuova Cartagine.

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Sul cardo romano si apre la casa della Fortuna, con quel nome particolarmente beneaugurante sulla trave d’ingresso.

Così come reperti romani sono stati ritrovati nella vicina città di Aguilas, che ha allestito un piccolo museo a documentare l’attività di un altro porto importante. I romani ne sfruttavano le cave.

La Denominazione  “Terre di Canossa” offre sicuramente suggestioni e ricordi a chi percorre il tratto tra Parma e Reggio Emilia.

Un percorso tra le colline, presidiate da una rete di castelli che rappresentano le vestigia di un tempo che fu.

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Il castello di Rossena, che campeggia in mezzo al borgo omonimo, offre a visitatori e studenti la possibilità di godere anche con un breve soggiorno delle atmosfere del passato.

In linea d’aria Rossena si congiunge idealmente con le rovine del castello di Matilde di Canossa.

Ad ulteriore rischio di erosione, a causa della fragilità della pietra arenaria su cui sorge.

L’ immagine della contessa sembra ancora aleggiare sul castello, come nella sua tomba tristemente vuota presso il monastero del Polirone.

 

 


Castellaro Lagusello è il frutto di una riscoperta.

Mi aveva accolto in passato attraverso la nebbia, ci ritorno oggi tra le fioriture del 1 maggio.

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Paese aperto, mostra ai turisti il suo lato più bello. Una commistione di eccellenze, in particolare la perfetta fusione con le colline moreniche del Garda e i magnifici vigneti. 

Il giro in carrozza proposto dalla Pro Loco permette di ammirare dalla Riserva naturale il nucleo del paese e il castello che lo denomina. Un suggestivo anello che si può percorrere anche a piedi. Sentieri poco tracciati, peccato non poter raggiungere anche il lago!  

 

Il borgo medioevale si snoda attraverso la via centrale, che attraversa la torre e giunge fino al castello.

Oggi rivestito a festa grazie alla manifestazione “Viaggio in fiore”. Mi attardo ad ascoltare un curioso incontro sui fiori spontanei e la cucina.

 Finalmente la suggestiva vista sul lago che presenta la particolare forma di un cuore.

 

 

 

Il castello di Ostiano fa da sfondo alla via principale del paese, in una direttrice che parte da Porta Spinata e attraversa questa località per intero.  Il Castello fu voluto dai Gonzaga che estesero il loro dominio in questa zona del cremonese, assicurando prosperità e pace al paese.

La struttura ospita il teatro ottocentesco perfettamente restaurato.

All’interno del cortile un edificio, ora in rovina, ospitava la Sinagoga, di cui si riconoscono gli stucchi settecenteschi.

Alla metà del 900 fu trasformata in pastificio e ora è difficile recuperare il progressivo degrado.

La presenza di una fiorente comunità ebraica è documentata dal cimitero, raggiungibile fuori dal paese alle spalle del cimitero cattolico. Una porticina lungo via Montagnetta 22.

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Il primo cantiere del FAI sarà il complesso di Santa Croce a Bosco Marengo.

E’ l’apoteosi di un ideale vagheggiato e solo parzialmente realizzato.

Pio V, futuro papa e paladino della cristianità, costruisce un convento destinato alla formazione dei domenicani, tanto da coinvolgere Vasari nella realizzazione della macchina dell’altare.

Il nome di Vasari ricorre anche nell’interessante percorso del museo, impreziosito dalle innumerevoli reliquie del papa, che rivestì un ruolo importante nella battaglia di Lepanto.

L’esposizione dei volontari è prodiga di particolari.

Lungo la statale del passo del Turchino si sfiora il paese di Campo Ligure.

Già dalla strada il ponte medioevale permette una visione d’insieme del borgo, su cui campeggia il Torrione del Castello Spinola.

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Attraversato il ponte, le prime informazioni dell’ufficio del Turismo vengono arricchite dalle chiacchierate con esperti e volontari dei beni culturali presenti.

Sicuramente la creazione è il filo conduttore.

L’abilissimo intreccio della filigrana esalta un artigianato locale di grande interesse.

Il percorso storico si può seguire all’interno del Museo della filigrana, frutto della passione di un collezionista, Pietro Carlo Bosio.

Ci sono pezzi di valore dei diversi continenti, acquisiti spesso nei mercatini di antiquariato, smontati, ripuliti e resi fruibili al pubblico.

Un video ripercorre  le varie fasi del processo di lavorazione.

Tecnica come biglietto da visita del Museo, nella presentazione del tabulato degli orari?

In un calda giornata di luglio giungiamo scegliendo la via della Val Mara alle bocche di Orimento.

Il ristoro locale espone interessanti foto d’epoca. Il personale si dimostra  sempre accogliente nei confronti dei numerosi visitatori che  anche il sabato cercano refrigerio dalla calura estiva.

Siamo già a 1300 m eppure a solo un’ora da Mendrisio.

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Di fronte al locale troviamo una nevera cioè una ghiacciaia che serviva in un passato non troppo lontano alla conservazione dei cibi. Gli habitué si ricordano che negli anni ‘70 vi era presente anche una malga.

 

Bardi o Barni? Sarà il forte o la fortezza?

La comune origine longobarda induce fatalmente all’errore.

Siamo nella  Valle del Ceno, una zona molto verde del Parmense. Superata la siccità della pianura, ci godiamo una piacevole brezza.

La fortezza appare in tutta la sua possenza, custode arcigna della valle.


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Nuvolato è una piccola frazione di Quistello, nel Mantovano così ricco di storia e di cultura.

Molta Lombardia, ma anche Emilia, nella cordialità dei suoi abitanti. A poche centinaia di metri dal "grande fiume"... 

Agli inizi del ‘900 a Santa Lucia, in una zona esclusivamente agricola, si insedia una piccola comunità valdese, intorno alla figura di Benedetto Giudici. Si lega a lui la giovane Dircea Veneri. 

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Per i tempi moderni, così assillanti e veloci, la figura di Elisabetta Mosconi può sembrare forse distante e un poco anacronistica.

Eppure Elisabetta fu figura di spicco dei salotti veronesi, che animava con la sua presenza attenta anche se schiva.

Poeti e letterati ne cercavano il plauso, la protezione e la committenza.

D’estate l’attività intellettuale si spostava  nella villa di Novare, ai piedi di una collina coltivata a vigneti.

La villa ha un corpo esterno di fabbrica, scenografico quanto le finte architetture del salone delle feste.

Et in Arcadia ego, un colpo d’occhio che sorprende, oltrepassato lo stradone di recente antropizzato.

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Ah! Casale ah Casale

" la chioma selvaggia di un'alga vagabonda."

Aveva scritto lo zio Beppe su un suo libro con calligrafia gallinacea. Il suo primo impiego fu alla REGIA PROCURA di Casale Monferrato.

Quante fole, quanti miti piccoli ovviamente.

Casale con il palazzotto nobiliare di Anna d'Alan¢on; Casale di Debora, la ragazza che non sapeva il latino e conobbe presto che voleva dire essere ebrea.

Casale e la "canottieri"; Casale e il suo affettato dialetto, parole strascicate "jamboon, bomboon; Casale dalle castagne d'India (gli ippocastani di Debora).

Casale di Vialarda Pontestura luoghi paterni.

Quelli di collina capovolgendo la carta geografica chiamavano "tripolini" quelli della piana, quelli delle risaie.

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Varallo Sesia ha conosciuto negli ultimi anni un grande sviluppo, sul piano del rilancio turistico e culturale. L’iniziativa estiva dell’Alpaa è il segnale più evidente.

Ma il centro del rilancio è lo splendido Sacro Monte. Il restauro è nato sotto l’impulso del critico Vittorio Sgarbi.

Costruito agli inizi del cinquecento, ripropone il percorso religioso di Gerusalemme.

I luoghi oggetto di venerazione vengono allora ricostruiti fedelmente, ad uso dei pellegrini che non possono più raggiungere la Città Santa. 

Sorprendente l’ingresso riprodotto alla grotta di Betlemme. Al di sotto, si snoda il corteo dei Magi tra le statue di terracotta e gli affreschi del Ferrari.

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Dopo l’elegante Pegli si apre il quartiere popolare di Genova Voltri, a cui fanno da sfondo le moderne infrastrutture del porto.

Sul lungomare il circolo pescatori ricorda la vocazione di questo luogo.

Una coppia di giovani sposi ha scelto oggi un approdo simbolico proprio dal mare offrendosi all’abbraccio di amici e parenti.

I passanti incuriositi osservano dal lungomare, luogo di ritrovo per i locali e i molti che si spingono da Genova per il bagno della domenica.

La spiaggia è infatti interamente libera, il mare è un richiamo troppo forte per i bambini tra le urla motivate dei genitori.

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Catania ha un’anima barocca che si respira nelle fontane delle piazze, nella facciata delle chiese, nella coreografia di insieme.

La città deve il suo cuore alla ricostruzione dopo il terremoto del 1693 e il crollo della Cattedrale di Sant’Agata dove la popolazione si era raccolta in preghiera.

Analogie di catastrofi , che attraversano la penisola da Nord a Sud. Come trasversali sono gli esempi di buone pratiche.

Il Monastero dei Benedettini offre oggi al turista un modello di gestione e valorizzazione.

I fondi europei sono stati pienamente utilizzati, per realizzare una cittadella universitaria immersa nella storia.

La biblioteca sorge infatti sui resti romani che gli studenti possono esaminare attraverso un sapiente percorso architettonico e di installazione.

TEL AVIV NOTTE

Attenzione a Tel Aviv.

La liberal town è un città che ti spinge sempre più in là, alla scoperta dei suoi diversi volti.

Il diurno e il notturno, quando i giovani si riversano sulle spiagge e si fermano a chiacchierare e a ballare.

L’aspetto religioso, per cui la città gradualmente si ferma durante lo shabbat.

La sensibilità rispetto al territorio, i grandi boulevard pedonali e ciclabili. Il quartiere della Bauhaus.

Inizio dal vivace mercato del Carmel nel centro cittadino per poi andare sempre più a sud, nel quartiere di Giaffa.

Il porto dove sbarcarono i crociati.

Nel mercato rionale una turista improvvisa la danza del ventre. Due ragazze velate non si fanno fotografare, ma sono disponibili a ritrarti.

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Siamo alla Reggia di Colorno, presso il Festival della Lentezza, un vero e proprio laboratorio di idee.

I Comuni virtuosi espongono la loro ricchezza eterogenea per esperienza e realtà. La diversità pluralità dell’Italia.

La zona è quella dei castelli del Parmense, i più noti Soragna, Fontanellato, Torrechiara.

All’Ufficio del Turismo studiamo la mappa, con foto un po’ datate forse per creare un’atmosfera “vintage”.

A sud ci colpisce la mole imponente del Castello di Montechiarugolo.

Decidiamo di fare una tappa in una clima mite per essere giugno.

 

Nel piccolo borgo domina il castello turrito, circondato da un profondo fossato.

 

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Fare turismo responsabile significa porre attenzione a ciò che ci circonda e valorizzarlo in tutte le forme.

Brisighella è un paese dell’entroterra romagnolo che costituisce un modello per il turismo,

a partire dal territorio intatto e da una rete di servizi efficiente.

Prodotti enogastronomici di qualità come l’olio e il vino delle colline.

Stoccolma è luminosa capitale del nord, il verde estivo esalta la forma delle isole.

Appare subito come una città a misura d’uomo, il ciclopedonale domina il trasporto pubblico.

Il mercato rionale ci impressiona per la nitidezza dei colori.DSCN2243

 

feldkirckLa cittadina di Feldkirch, raggiungibile attraverso la Svizzera, rappresenta l’Austria più vicina a noi.

Il centro medievale è di intatta bellezza, da assaporare secondo i canoni della fruibilità sostenibile.

Il centro è interamente pedonale, la passeggiata della via centrale è punteggiata di piccoli locali e ha come sfondo la chiesetta di San Nicola. Il perimetro della città è segnato dalle antiche torri.

MontichiariA Montichiari, dove c’è l’aereoporto delle Poste italiane, è una giornata fredda e uggiosa.

Ma basta visitare la collezione Lechi di ritratti per cambiare umore . Una di quelle rarità e bellezze che accompagnano l’Italia minore e la rendono migliore.

Il Pittocchetto ha dipinto ritratti straordinari, di grande realismo, quasi fotografici.

Dall’alto del paese la chiesa romanica di S. Pancrazio rappresenta il culmine di ogni pellegrinaggio e permette di spaziare lo sguardo fino al Garda, abbracciando l’interno del castello neogotico.

66888535 TORINOPellico e De Amicis hanno dato al cupo ambiente "savoiardo" un' "etica" necessaria a uno Stato moderno. Letteratura, la loro, educativa, anche se spesso lacrimosa. Bisognava andare anche oltre il Giacosa di "Tristi amori" e "Come le foglie" per arrivare, attraverso una grande industria, a Gobetti e Gramsci.

Anche la Moda e i Dolciumi erano strettamente legati al progresso.

 Imperialismo e variazioni.

Ci sono domande pleonastiche più seducenti di certe affermazioni nette: " Furono i romani imperialisti senza saperlo?" si chiedeva un importante personaggio anni addietro. Lo stesso vale per gli articoli quotidiani di Dell'Arti sulla" Gazzetta dello Sport", ove il titolo è sempre una domanda accattivante.

Lo spunto è dato dal ricordo di Bob Mallet di Bristol, uno dei tanti professori venuti in Europa ad insegnare l'inglese.

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Pont du Gard ci appare in tutta la sua maestosità su tre ordini, percorribile a piedi sui due lati.

La vista spazia sulla Garonna fino ad Avignone.

L’effetto è di grande suggestione, ma non è prodotto del caso.

 L’organizzazione è interessante.

Si paga il costo del parcheggio forfait e si accede all’area pedonale che costringe il turista con grande piacere ad avvicinarsi solo a piedi e a coltivare la sorpresa della scoperta.

 

 

Zuccaro

Valsesia. Non lontano da Valduggia, che ha dato i natali a Gaudenzio Ferraris, sorge la frazione montana di Zuccaro.

Lungo il percorso a spirale che s’arrampica sulla collina ci sono delle stazioni d’arte.

 

Augusta Raurica

I resti dell’antica città  romana nei pressi di Basilea appaiono oggi al visitatore in un percorso volutamente integrato nel territorio circostante.

Il museo può costituire il punto di partenza, aiutarci a scoprire le ragioni di un insediamento ai confini dell’impero (pare non troppo gradito per il clima).

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