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Il mio racconto autobiografico su Varese apre l'antologia:

Varese è una località per tutte le stagioni, lo sa chi percorre la strada che dalla stazione conduce nel cuore della città.

I portici severi costituiscono un percorso protetto, confermando quell'aspetto pregmatico che da tempo la contraddistingue....

Racconti lombardi, Histrorica edizioni, 2019

Si fermò alla Piarda a Po di San Benedetto. Accese un'altra sigaretta e osservò i piccoli pesci nel secchio. Da molto ormai il pesce gatto era ormai sparito dal fiume. Altre specie erano entrate dal delta, trasformando lentamente la loro natura marinara, forse incroci, adattamenti faticosi, ne era uscita una nuova stirpe, venivano dal Mediterraneo e non solo, dall'Atlantico e altrove. Commestibili, certo.

Il pescegatto era diventato quasi introvabile, però. Antenore si chiedeva dove fosse l'ultimo esemplare, com'è l'esistenza del sopravvissuto.

Mica saranno scomparsi tutti assieme gli ultimi. Così è stato nei primordi per l'ultimo proboscidato o l'ultimo pentadattilo piumato.

E l'ultimo uomo nel periodo glaciale o nell'inferno arido del Sahara, il carovaniere che rimase a rantolare. E' quel che scrisse all'amico ex sindaco sconfitto alle elezioni: che dici, meglio esserci, unico perdente tra tanti vittoriosi, o scomparire con tutti quanti perdenti? "Sarà così per la grande fine dell'uomo?", si chiedeva. I suoi pesci lottavano ancora nel secchio. Una piccola zanzara gli pizzicò un polpaccio annerito dagli umori afri. Sull'altra gamba s'era posato un nugolo di moscerini ghiotti di epidermide giallastra. E' così, una gamba nera e una gialla. Scherzi degli incroci, degli accadimenti biblici, delle invasioni. Spostamenti avvenuti dopo la grande crisi economica cinese; decine di milioni di esseri smarriti di macchine inoperosee ormai inadatti all'agricoltura si riversavano attraverso la Siberia in Europa, terra di pane e lavoro.

Ah! Casale ah Casale

" la chioma selvaggia di un'alga vagabonda."

Aveva scritto lo zio Beppe su un suo libro con calligrafia gallinacea. Il suo primo impiego fu alla REGIA PROCURA di Casale Monferrato.

Quante fole, quanti miti piccoli ovviamente.

Casale con il palazzotto nobiliare di Anna d'Alan¢on; Casale di Debora, la ragazza che non sapeva il latino e conobbe presto che voleva dire essere ebrea.

Casale e la "canottieri"; Casale e il suo affettato dialetto, parole strascicate "jamboon, bomboon; Casale dalle castagne d'India (gli ippocastani di Debora).

Casale di Vialarda Pontestura luoghi paterni.

Quelli di collina capovolgendo la carta geografica chiamavano "tripolini" quelli della piana, quelli delle risaie.

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