Una conversazione con l’animatrice Raffaella Realini.
Tecniche di lettura e gruppi di lettori. Sono cambiati i ragazzi nel corso degli anni? Come si deve proporre un libro?
- nel corso degli anni, una decina, ho notato un calo non nell'attenzione ma nella curiosità: anni fa facevano un sacco di domande sui testi, sulle vicende, su di me; ora sono pochissimi quelli che, pur essendo apparsi attenti e interessati alla lettura, hanno voglia di chiedere, hanno curiosità: sembrano proprio più' passivi, non hanno "scintille"
- il risultato di un incontro dipende molto anche dal gruppo che hai davanti: l'energia,tra me e loro,passa,si sente: non parlo solo di attenzione ( che a volte è passiva), ma di tensione; la stessa lettura, nel corso di una mattinata, può risultare esaltante o più piatta, nonostante io la faccia allo stesso modo: però i loro rimandi per me sono importantissimi, mi danno un feed-back di ritorno che modifica enormemente l'intervento ( dal punto di vista energetico)
- non si deve mai usare il libro ( almeno per il lavoro che faccio io) in modo didascalico o moralistico, del genere "cosa ci insegna questo libro?","cosa ci fa capire ", " vedete come certi comportamenti possano esser pericolosi..." ecc ecc. perchè i ragazzi si irrigidiscono subito e si chiudono, come se fossero "imbrogliati": una lettura che li ha coinvolti, ecco, di colpo assume un aspetto noioso, di insegnamento...
Quindi non si dovrebbero far fare nemmeno esercizi sui testi ( come invece avviene normalmente nelle scuole ) perchè si uccide il piacere della lettura fine a se stessa. Piuttosto, giochi...
- hanno un' ottima conoscenza delle immagini: se di un libro è stato fatto un film, lo sanno sempre; non conoscono l'autore o il testo, ma il film sì; ed hanno sempre più voglia di far riferimenti al cinema che al libro...forse varrebbe la pena di lavorarci un po', facendo confronti tra diversi linguaggi, comparando scene ecc.
- le tecniche di lettura sono importanti: mai far cadere l'attenzione perchè basta un attimo a perdere il filo e non ti seguono più; insistere sul cambiamento dei toni di voce, o sulle diverse voci dei personaggi, sottolineare col timbro alcune parole,far pause ad effetto, soprattutto se si avverte un calo di energia
a cura di Marina Adotti
