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DylanDogNegli anni ’80 la crescente concorrenza della televisione con i suoi programmi di cartoni americani e giapponesi, la vendita dei grandi classici del fumetto e dei giochi interattivi in videocassetta costringono il mezzo di comunicazione a stampa a ridefinirsi.

Una profonda crisi di ristrutturazione scuote i grandi editori di fumetti, costringendoli a rinnovarsi anche selezionando nuovi supporti di creazione e di diffusione: la pubblicazione di fumetti in formato tascabile, lo sviluppo dei prodotti detti collectors e del merchandising (gadget, giochi).

 

Immagine: Daniele Bigliardo. Copyright: Sergio Bonelli editore

 

Il 1982 è un anno cruciale per il fumetto italiano seriale di avventura. La Sergio Bonelli editore pubblica la prima avventura di Martin Mystere (autori Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini). Martin Mystere non è un eroe del tipo tradizionale. E' un grande studioso, autore di molte pubblicazioni. Realizza trasmissioni di divulgazione scientifica per la televisione e la sua occupazione preferita è quella di viaggiare con i suoi più vicini collaboratori con il proposito di svelare gli enigmi e i misteri del passato tramite le competenze scientifiche acquisite. Il titolo si afferma anche all'estero, soprattutto in Francia.

 

Ma il vero successo di Casa Bonelli è Dylan Dog (ideatore e sceneggiatore: Tiziano Sclavi; illustratori: Claudio Villa e Angelo Stano, 1986) che è arrivato a superare nell'arco di pochi anni le seicentomila copie a fascicolo. Creatore del personaggio è Tiziano Sclavi che considera il nome di Dylan Dog come un doppio omaggio: al poeta Dylan Tomas e allo scrittore Mickey Spillane, un cui romanzo s'intitola Dog, figlio di..., mentre le sembianze sono quelle da “bel tenebroso” dell'attore Rupert Everett.

In queste apparenti minuzie c'è già una delle principali caratteristiche della serie, gravida di riferimenti letterari (classici e di genere), musicali e cinematografici: da Poe a Lovecraft, da Stephen King a Clive Barker, da Alfred Hithcock a George Romero, dai Beatles agli Iron Maiden. A partire da Groucho, l'aiutante di Dylan, che riflette il volto e la comicità dell'attore Groucho Marx.

Dylan Dog è un detective dell'incubo che, come uno psicanalista, si fa pagare dai suoi clienti per liberarli dai fantasmi che li terrorizzano. Sono zombies, licantropi, vampiri, assassini sanguinari, devianti di ogni genere ed emarginati che vedono in Dylan (sia che lo interpellino per ottenere aiuto sia che ne vengano coinvolti nel corso delle indagini) un proprio simile, perennemente incerto tra l'interpretazione razionale ed irrazionale dell'accaduto.

Il fumetto è inoltre un gioco di specchi continuo: i veri “mostri” si nascondono nella quotidianità e nella normalità. La normalità come inferno, il senso incombente della catastrofe, l'orrore appena celato dal perbenismo, l'indifferenza dei più rispetto alla violenza diffusa fanno di Dylan Dog il riflesso di un mondo tragico, dopo Chernobyl (è un caso che la serie si apra proprio nel 1986?). Dylan inoltre è un antieroe per eccellenza. Si veste sempre allo stesso modo, ha carenza di spirito pratico, fatica a guadagnarsi da vivere, soffre le vertigini, la claustrofobia e non prende mai, per paura, gli aerei; teme l'alcool perché ex alcolizzato; è incapace di essere amato e di amare fino in fondo. L'arma più preziosa è l'ironia, necessaria per non lasciarsi risucchiare interamente nel vortice di un mondo opaco, pieno di effetti senza cause e sanguinario.



A Dylan Dog seguono altri eroi, che percorrono le strade dell'avventura nel poliziesco (Nick Raider), e della fantascienza (Nathan Never), influendo anche sulla rinascita del fumetto americano. I1 1986 è infatti l'anno di uscita in America del fumetto Batman, ridefinito in una psicologia di luci e ombre. Il mito dell'eroe si dissolve per rinascere. (M.A.)