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La creazione di una rete con gli altri enti attivi sul territorio nazionale consentirebbe di favorire la conoscenza reciproca in termini di potenzialità e strumenti posseduti, scambio di materiali, sviluppo di progetti condivisi.

La stesura della bibliografia su Dylan Dog ha fornito lo spunto per un primo contatto con il Centro Andrea Pazienza di Cremona, che possiede una ricca raccolta bibliografica sul fumetto.

Il raffronto con il patrimonio del centro ha consentito una prima integrazione bibliografica. La biblioteca di Venegono si è inoltre abbonata alla rivista “Schizzo”, che si occupa della promozione di nuovi autori nell'ambito del fumetto[1].

E' già stata avviata una collaborazione con il centro Andrea Pazienza, con la stesura della bibliografia e con un'ipotesi di mostra sulla storia del fumetto italiano, già ospitata a Cremona. Il Centro condivide con la biblioteca di Venegono la finalità istituzionale di un ente pubblico: la promozione e la divulgazione del fumetto soprattutto presso i giovani, la realizzazione di attività didattiche, di mostre, di festival sul territorio.

 


Il centro possiede inoltre una biblioteca specialistica di notevole interesse e costituisce un punto di riferimento unico per la figura di Andrea Pazienza, uno dei maestri del fumetto italiano degli anni Settanta, curando in particolare la bibliografia ad esso collegata, così come la promozione del fondo e della figura di Sclavi rientra nei compiti della biblioteca di Venegono[2].

Interessante anche la collaborazione con la Fondazione Fossati di Milano, per la contiguità territoriale e per la particolarità di questo fondo, relativo alla comunicazione e ai media.
Il presidente Luigi Bona intende visionare il Fondo Sclavi, soprattutto per i settori cinema e fumetto, ai fini della conoscenza delle reciproche raccolte.

Il materiale del fondo Fossati è ancora in fase di catalogazione. Si sono riscontrate una serie di difficoltà nella catalogazione dei fumetti sia sul piano della descrizione che della classificazione. Su questo tema potrebbe nascere un confronto fattivo tra enti.

Una collaborazione ancora da verificare è quella con il Museo del cinema di Lucca, che potrebbe rientrare in una partnership destinata a valorizzare il fondo attraverso le nuove tecnologie. Presso il Museo esiste uno spazio destinato a Dylan Dog nella sezione “Le case degli altri”, una ricostruzione dell'ambiente in cui il personaggio si muove (l’ambientazione londinese di Craven Road). Un modo per attribuire una fisicità corporea all’elemento fantastico narrativo, anche attraverso l’utilizzo di oggetti originali o riprodotti a grandezza naturale (il modellino del veliero di Dylan, il suo clarinetto). Potrebbe essere d'interesse anche per il museo realizzare materiale multimediale fruibile dalla propria utenza in sede ed on-line.


La realizzazione del catalogo sul cinema e della bibliografia su Dylan Dog sono il primo passo per una fruizione non esclusivamente locale del fondo, che potrà essere consultato sul Web e messo a disposizione anche dei possibili partner. La valenza nazionale e in parte sovranazionale del fondo dovrebbe essere ulteriormente sottolineata chiedendo l'accesso a fondi europei e creando una rete di relazioni all'interno del panorama culturale europeo.


La presentazione di progetti comuni è subordinata all’accettazione delle linee guida e delle indicazioni contenute nei programmi “Cultura ” dell’Unione Europea, esplicitate attraverso i bandi annuali.

Il progetto “Cultura 2000”, che ha segnato una svolta nella politica culturale dell’Unione, viene espressamente richiamato all’interno del nuovo programma Cultura 2007-2013.

Il nuovo programma sottolinea inoltre l’importanza della cultura nel processo di integrazione europea, al fine di migliorare anche la visibilità esterna dell’Unione.

L’obiettivo di maggiore respiro riguarda la promozione del dialogo interculturale e la diffusione della cultura e della storia europea. L ‘individuazione di una comune eredità europea tra i paesi dell’’Unione implica un processo di divulgazione e salvaguardia.

  1. promotion of cultural dialogue and of mutual knowledge of the culture and history of the European culture;
  2. promotion of creativity and the transnational dissemination of culture and the movement of artists, creators and other cultural operators and professionals and their works, with a strong emphasis on young and socially disadvantaged people and on cultural diversity;
  3. the highlighting of cultural diversity and the development of new forms of cultural expression;
  4. sharing and highlighting, at the European level, the common cultural heritage of European significance; disseminating know-how and promoting good practices concerning its conservation and safeguarding;
  5. taking into account the role of culture in socioeconomic development;
  6. the fostering of intercultural dialogue and mutual exchange between European and non- European cultures;
  7. explicit recognition of culture as an economic factor and as a factor in social integration and citizenship;
  8. improved access to and participation in culture in the European Union for as many citizens as possible (Culture 2000 programme, art. I).
  1. E’ essenziale favorire la cooperazione e gli scambi culturali al fine di rispettare e promuovere la diversità delle culture e delle lingue in Europa e di far conoscere meglio ai cittadini europei le culture dell’Europa diverse dalla loro, sensibilizzandoli al tempo stesso al comune patrimonio culturale europeo. La promozione della cooperazione e delle diversità culturali e linguistiche contribuisce in tal modo a fare della cittadinanza europea una realtà tangibile incoraggiando una partecipazione diretta dei cittadini europei al processo d’integrazione.
  2. Un’attività politica culturale finalizzata alla salvaguardia della diversità culturale europea e alla valorizzazione del patrimonio e degli elementi culturali comuni può contribuire a migliorare la visibilità esterna dell’Unione Europea.
  3. La piena adesione e la piena partecipazione dei cittadini all’integrazione europea presuppongono che si mettano maggiormente in evidenza i loro valori e le loro radici culturali comuni come elemento chiave della loro identità e della loro appartenenza ad una società fondata sulla libertà, sull’equità, sulla democrazia, sul rispetto per la dignità e l’integrità umana, sulla tolleranza e sulla solidarietà, nel pieno rispetto della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Programma cultura, 2007-2013).

Gli obiettivi segnalati potranno essere raggiunti attraverso la proposta di progetti innovativi, attenti alla dimensione tecnologica e sperimentale, articolati in fasi annuali o pluriennali.

Il programma sostiene infatti azioni di cooperazione culturale di natura settoriale o transettoriale tra operatori europei. In esse dovrà prevalere l’aspetto della creatività e dell’innovazione. I progetti potranno anche comprendere “azioni” speciali (premi, festival, mostre, convegni…) di rilevanza europea e/o internazionale.

Nel caso del Fondo Sclavi una collaborazione concepita in un'ottica più ampia è legata alla valorizzazione del fumetto europeo, nelle sue peculiarità e linee di tendenza.

Si è sottolineato per esempio la frequente oscillazione tra fumetto d'autore e fumetto popolare e l'esistenza di maestri del fumetto europeo, a cui il museo francese di Angouleme ha dedicato nel 2002 una mostra itinerante, ospitata all'interno del festiva1 internazionale del fumetto e in Italia nel 2004 presso la sede espositiva del MART di Rovereto[3].

La ricerca di fondi europei dovrebbe essere orientata in primo luogo alla promozione dei maestri europei, la cui opera è presentata e analizzata all'interno di varie istituzioni (per es. Hergè' nel Centre belga, Busch ad Hannover, Topffer a Basilea, Pazienza a Cremona, ... Sclavi a Venegono).


Un primo passo verso una condivisione di informazioni ed esperienze potrebbe essere la creazione diun database e la digitalizzazione dei materiali di maggiore interesse.

Si potrebbe pensare di delineare il profilo degli autori individuati attraverso l'utilizzo dei materiali presenti nelle istituzioni, inquadrati in un percorso più ampio sulla storia del fumetto europeo. Tale percorso più generale potrebbe essere tracciato dai due enti che hanno un profilo istituzionale in merito, il Centre di Angouleme e il Museo di Lucca.

Nel caso del fondo Tiziano Sclavi, pertinente e di rilievo appare la realizzazione di una mappa topica riferita al personaggio Dylan Dog. La mappa dovrebbe introdurre il lettore alla comprensione del fenomeno Dylan Dog, attraverso la mediazione fornita dal materiale presente nel fondo Sclavi. Dovrebbe presentare un excursus sulla genesi del fumetto, lo stile, l'ambientazione, i personaggi coinvolti e fornire una caratterizzazione del protagonista (per es.vizi e virtù, Dylan Dog e le donne, Dylan Dog e la musica, Dylan dog e il collezionismo). Bisognerebbe inoltre dedicare una sezione all'editore, allo sceneggiatore e agli illustratori. Le citazioni letterarie, musicali, cinematografiche potrebbero emergere da un percorso virtuale all'interno dei testi del fondo. Per una promozione a livello europeo va predisposta la digitalizzazione almeno di una copia in lingua inglese, francese, spagnola, tedesca, copie disponibili all’interno del Fondo. A completamento della mappa, ma con una struttura che ha vita autonoma si potrebbe pensare ad un eventuale video con un'intervista a Sclavi e ad alcuni illustratori, corredato da spezzoni di film che hanno ispirato Dylan Dog e dalla lettura di alcuni passi scelti per le citazioni letterarie.

La Fondazione Fossati sta elaborando un progetto europeo sulla stesura di un protocollo comune relativo alla catalogazione. Manca infatti un sistema di classificazione e soggettazione articolato, adatto a fondi specialistici sul fumetto.

Nel caso di Venegono è stata applicata la classificazione integrale e non la ridotta per consentire una disposizione del materiale più articolata. La soluzione adottata è comunque ancora lontana dalla definizione di strumenti specialistici, che possono solo scaturire dal confronto tra esperti.

Un altro aspetto interessante è quello della promozione didattica del fumetto, che potrebbe essere realizzata attraverso la predisposizione di un kit interattivo. Fondamentale in questa direzione il supporto di un centro specialistico come quello di Angouleme, che organizza corsi e laboratori per insegnanti, bibliotecari, scuole (sulla storia e sugli stili grafici).

Il Centre di Bruxelles ha portato a termine un progetto relativo alla realizzazione di murales “I personaggi dei fumetti belgi”, progetto che ha coinvolto direttamente gli adolescenti e ha permesso di valorizzare il fumetto all’interno di un percorso turistico.

L'accesso ai fondi europei potrebbe essere utilizzato anche per l'organizzazione di un convegno europeo sul fumetto, in cui si faccia il punto sulle nuove tendenze, sugli studi sul fumetto europeo, sulle linee di sviluppo[4].

Un momento importante per il confronto tra i soggetti interessati si rivela la ricerca di linee condivise per un'azione comune efficace. Questo primo momento di confronto si potrebbe tradurre in un progetto articolato e di ampia ricaduta [5]. Dal progetto potrebbe scaturire una pubblicazione finalizzata a delineare la storia del fumetto europeo come storia di un’identità.

 

Fonte: Adotti, M.  Valorizzazione di una collezione speciale: il Fondo Sclavi presso la biblioteca comunale di Venegono Superiore, Università degli studi di Pavia, 2005-2006



[1] La rivista ha festeggiato nel 2006 il ventennale cfr Centro fumetto Andrea Pazienza, 2006.

[2] Pazienza era sceneggiatore e illustratore, Sclavi è l’ideatore e lo sceneggiatore di Dylan Dog. Il primo illustratore è stato Angelo Stano.

[3] La biblioteca di Venegono ha effettuato uno scambio con la biblioteca del Mart: la bibliografia di Dylan Dog in cambio di due cataloghi specifici di mostre sul fumetto, cfr. Festi, 2004 ; Festi, 2006.  

[4] Il convegno potrebbe finalmente fornire un seguito alla convention internazionale svoltasi ad Angouleme nel 1998.

[5] I partner individuati in un eventuale progetto dovranno costituirsi anche come partner finanziari. Si cercherà di coinvolgere la Regione Lombardia e, tra gli sponsor privati, la Sergio Bonelli editore.