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Il fumetto europeo si caratterizza per un proprio “glossario”, che accentua  le sfumature all'interno del fumetto concepito unitariamente come “nona  arte”.
Il temine “bande desinee” allude a una fascia o banda disegnata, l'italiano “fumetti” sembra visualizzare il fiato dei personaggi, lo spagnolo “tebeos”  è di recente acquisizione e fa riferimento alla rivista per bambini “Tebeo”  nata nel 1917. 
Il fumetto europeo presenta inoltre fin dalle origini modalità di produzione  e di diffusione molto diverse dal fumetto statunitense. In Europa acquista la dignità dell'album e del libro, non è  affidato in maniera preponderante alla “daily strip”; si presenta insieme agli altri testi in libreria e impone pertanto  una lettura analoga a quella del libro illustrato.


Il fumetto europeo si contraddistingue per "maestri di genere",  differenze di gusto e tendenze, più che presentare specificità e linee  unitarie.

Esterno dello Spazio Wow di Milano. Galleria di personaggi a cura di Federico Pirovano


fumetti streetiEsistono dei percorsi (storici, di gusto e di mercato) e delle esperienze anche molto individuali, che hanno attraversato il mondo e che sono tracciabili e identificabili.
In questo senso troviamo dei precursori del fumetto in Europa prima che  altrove (Gran Bretagna e Francia per es.) nel XVIII secolo, poi emerge il  grande Topffer in Svizzera. A partire dal 1827 le sue comiche e fantasiose  histories e images montano per la prima volta in sequenza vignette con brevi testi scritti a mano, separate con una semplice linea verticale d'inchiostro.
Poi ritroviamo la Francia e la Germania (immagini popolari, carte povere, feuilletons).
L'Italia spezzettata (come stato e quindi come mercato) ha esperienze interessanti ma che non possono maturare, e vive guardando a Germania, Francia e Inghilterra. Man mano che il mercato e la conoscenza si globalizzano (già intorno al 1900, con le Esposizioni Universali) le storie si intrecciano e si mescolano con quelle del Cinema, della Fotografia, della Radio, dell’animazione, ma subiscono l'influenza anche della pubblicità e del figurinismo. Quando il mercato ha raggiunto una dimensione davvero universale con la nascita delle grandi Agenzie (Syndicates) statunitensi ma anche degli imprenditori europei (belgi, francesi, italiani, spagnoli), le diverse “scuole” si affermano per il loro valore .
Negli anni Quaranta Hergè in Belgio inventa la "claire ligne". La nitidezza assoluta dei contorni rende chiarissime le scene, le azioni, le ambientazioni creando un vero e proprio stile. Il fumetto belga occupa la Francia e si esporta come un’unità compatta e agguerrita.
Il fumetto italiano, superata la stagnazione fascista, andrà ramingo per il mondo apportando un grande valore in Francia e in Sudamerica. Pensiamo all’esperienza internazionale di Hugo Pratt con Corto Maltese (1967).  Il suo immaginario colto e popolare al contempo, la perenne ricerca di uno stile grafico essenziale lo rendono un punto di riferimento per chi voglia studiare le possibilità espressive della “letteratura disegnata” (orgogliosa definizione data dallo stesso Pratt). Hugo Pratt e Milo Manara sono individuati come autori di importanza sovranazionale all’interno del Festival Internazionale di Angouleme, pubblicati sulle riviste francesi e ispiratori di riconoscibili “nipotini”.
Dall’America Latina emerge negli anni Sessanta una scuola eccellente che a sua volta si esporta negli Stati Uniti e in Europa (Spagna e Portogallo). Si veda l'esperienza di Quino e della sua Mafalda, riflesso dello spirito impegnato dei tempi. La piccola contestatrice Mafalda sbarca in Europa nel ‘68. Nell'Europa continentale (in particolare in Francia, Belgio, Italia), il fumetto originale esploderà negli anni Sessanta con una creatività e una autonomia che porteranno a una produzione “diversa” da quella statunitense, cioè più attenta agli aspetti artistici “alti” e alla qualità. Intellettuali impegnati nel mondo dell’accademia (Umberto Eco) o ai vertici di responsabilità intellettuali e di produzione letteraria (Elio Vittorini, Oreste del Buono) e grandi editori (Mondadori, Garzanti, Bompiani) concorrono a proporre una concezione del fumetto come prodotto culturalmente apprezzabile e non pura merce di consumo.
Da queste premesse teoriche, nasce nel 1965 la rivista "Linus", una novità nel panorama editoriale mondiale. Pubblica i principali fumetti recenti di area anglosassone e italiana e si propone come una sorta di laboratorio di idee, presto imitato anche in Francia.
Questa valorizzazione del fumetto spiega la stagione feconda degli anni 1960-1980, l'affermarsi del fumetto d'autore in Europa, la ricerca sperimentale che avvicina il fumetto all'arte. Negli anni Settanta si afferma il mercato delle riviste d'autore, sulle quali i disegnatori possono esprimersi più liberamente, perché meno legati da vincoli produttivi e scadenze di consegna. Nel 1975 nascono in Francia due gruppi di riviste molto diverse: il primo di tendenza sperimentale e di avanguardia, tematica e figurativa; il secondo di tendenza più tradizionalmente narrativa ma con stili figurativi ispirati alla produzione italiana recente (vedi Pratt, Manara, Giardino pubblicati sulla rivista "Pilote" insieme al fumetto francese di maggior successo Asterix). Il gruppo più innovativo e sperimentale, quello che raggiunge subito una notorietà mondiale favorendo la comparsa di un'edizione italiana e di una statunitense, è "Metal hurlant" (Druillet, Moebius, Farkas). Il filone privilegiato è quello fantascientifico. Moebius dimostra forte immaginazione visionaria e sperimentazione, ispirando film come Blade Runner e Alien.Anche in Italia pubblicano sulle riviste di genere Sergio Toppi, Milo Manara, Hugo Pratt maestro internazionale del genere avventuroso con Corto Maltese.
Negli anni Ottanta in Spagna (Munoz, Sampayo) e in Germania (Grave, Marshall, Schultheiss) il fumetto d'autore tenta di imporsi sul fumetto popolare.
Poi il fenomeno manga conquista il mercato europeo e statunitense. Oggi il mercato è totalmente globalizzato e le “peculiarità” che vorremmo riconoscere al fumetto europeo (un certo stile, l'attenzione a certi temi ed ambientazioni) stanno diventando -da una parte- più una speranza che una realtà, e -dall'altra- più un obiettivo comune ad autori “colti” di varie nazionalità. (M.A.)