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Viaggio interiore od esteriore?

All’interno o all’esterno di noi?

La funzione del viaggio è  venire a contatto con una realtà più complessa.

Il viaggio è un percorso desiderato e agognato, coincide con il nostro desiderio costante di metterci in gioco.

L’idea di viaggiare dilata e struttura il nostro orizzonte

Vedere luoghi diversi ci fa pensare a come progettare  in modo diverso ciò che ci circonda.

Entrare in contatto con altre persone significa mettere alla prova la nostra capacità comunicativa sia verbale che non verbale.

Il nostro bagaglio culturale si arricchisce, a volte pensiamo ai viaggi che hanno costituito una svolta per la nostra vita, che ci hanno segnato o ci hanno cambiato.

Per esempio un viaggio in Israele ci fa riflettere sulla complessità di questa terra, da secoli martoriata.

Un luogo di incontro di fedi, religioni, culture. Per gli ebrei un’occasione per tornare a vivere dopo la guerra in un territorio sicuro dove ripartire. Per i palestinesi invece tutta la difficoltà della convivenza, che si traduce in discriminazione.

Emerge prepotente la necessità di conoscere l’altro e di prospettare dei ponti, non dei muri.

 

Anche un viaggio in Europa presenta realtà di povertà e spopolamento così distanti dalla visione dell’Europa opulenta..

Se pensiamo ai paesi della Romania, ci troviamo di fronte la sofferenza delle donne che emigrano.

Cercano lavoro fuori dal paese, un lavoro di cura che è non è più legato alla propria famiglia, ma alla famiglia di altri sconosciuti.

Non si tratta più di emigrazione di forza lavoro maschile ma di rispondere ai bisogni di una società che è totalmente mutata.

Ecco che allora il viaggio diventa momento di incontro e di riflessione.   

Le motivazioni del viaggio possono essere dovute anche ad un disagio interiore.

A volte il nostro ambiente ci appare stretto, ripetitivo e poco interessante.

Stessi luoghi, medesimi rapporti che si ripetono  con uniforme ciclicità.

Ma forse viaggiare non è il modo più adeguato ed efficace per rispondere a questo bisogno.

Il viaggio sicuramente più profondo è quello all’interno della nostra interiorità, quello che ci porta a riflettere sul nostro passato e a realizzare una linea del tempo.

Guardiamo ai nostri trascorsi e riusciamo a cogliere i progressi, quello che oggi siamo diventati.

Le difficoltà che abbiamo affrontato pian piano hanno costruito la nostra identità, rappresentano un tassello importante su cui abbiamo costruito la nostra vita.

Il cambiamento interiore ci ha reso più consapevoli. E ci sentiamo ancora in viaggio…

(M.A.)