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Bardi o Barni? Sarà il forte o la fortezza?

La comune origine longobarda induce fatalmente all’errore.

Siamo nella  Valle del Ceno, una zona molto verde del Parmense. Superata la siccità della pianura, ci godiamo una piacevole brezza.

La fortezza appare in tutta la sua possenza, custode arcigna della valle.


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I suoi camminamenti di ronda la abbracciano a 360 gradi, agevolando la vista del viaggiatore curioso.

Questo monumento è difatti la principale attrattiva del Fondo Valle, insieme al Castello di Varsi, situato invece nella vallata, inaccessibile scrigno non meno intrigante.

Il castello di Bardi si raggiunge rigorosamente a piedi, attraversato il centro pedonale, un approccio che permette di abbracciare lentamente le sue splendide forme.

Appare ben conservato grazie all’opera secolare dei Landi e alla proprietà successiva del Comune, che ne fece la sua sede.

All’interno si dipanano alcuni interessanti percorsi museali, il Museo della Cultura valligiana e quello del bracconaggio, fino agli strumenti un po’ sinistri della tortura.

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La durata della visita diventa quindi flessibile e modulabile, in base agli interessi del visitatore (minimo un’ora).

Sulla via del ritorno per Fiorenzuola magnifico colpo d’occhio sul borgo di  Castell’Arquato, altra meraviglia del Ducato.

M.A.

Da gustare l’ottima cucina locale: carni tartufate e risotto coi funghi.