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Varallo Sesia ha conosciuto negli ultimi anni un grande sviluppo, sul piano del rilancio turistico e culturale. L’iniziativa estiva dell’Alpaa è il segnale più evidente.

Ma il centro del rilancio è lo splendido Sacro Monte. Il restauro è nato sotto l’impulso del critico Vittorio Sgarbi.

Costruito agli inizi del cinquecento, ripropone il percorso religioso di Gerusalemme.

I luoghi oggetto di venerazione vengono allora ricostruiti fedelmente, ad uso dei pellegrini che non possono più raggiungere la Città Santa. 

Sorprendente l’ingresso riprodotto alla grotta di Betlemme. Al di sotto, si snoda il corteo dei Magi tra le statue di terracotta e gli affreschi del Ferrari.

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Dopo la salita al Calvario, si fa atto di pentimento per entrare nel Santo Sepolcro.

Anche il Morazzone in un’epoca successiva ha lavorato a questa ricca e poliedrica opera d’arte.

La Flagellazione ha toni drammatici, come quella del Sacro Monte di Varese.

AI piedi della Funivia un ultimo sguardo alla parete di Santa Maria delle Grazie, coeva al Sacro Monte.

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Lo sguardo ora è sintetico e complessivo sulla Vita e la Passione di Cristo.

Il pittore Gaudenzio Ferrari campeggia nella piazza, nei pressi dell’interessante Pinacoteca ricca di opere di scultura in legno.

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La lavorazione del legno e del puccetto sono caratteristici della Valle, insieme alla produzione della toma, formaggio dell’alpeggio.

Alla fine della Valle la località dI Alagna e il profilo familiare del Monte Rosa. M.A.

Curiosità: Il cortometraggio “La fune” sul confronto tra culture del regista varesino Alessandro Leone è stato girato nei vicoli di Varallo.

 

Località Morchia. Ponte tibetano per passaggio auto. Impressionante!

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