Al centro del dibattito culturale recente si colloca la “morte del libro”. Molti sono convinti che quella post-moderna sarà una civiltà post-letterata, post-libraria dove i nuovi media sostituiranno la carta stampata.
Dall’ esame dei dati nazionali forniti dall’AIE, è emerso che nella realtà sociale italiana i ragazzi non leggono o leggono poco per vari motivi tra i quali:
- concorrenza dei codici non alfabetici, specialmente visivi che forniscono ormai tutte le informazioni necessarie per cui la lettura diventa noiosa ed inutile
- difficoltà della scuola che non riesce ad insegnare a leggere, considerando la lettura un’attività spontanea che può essere appresa con la pratica
- anche coloro che hanno i requisiti per accedere al libro, col passare del tempo non hanno più né motivo né voglia di leggere.
Nelle scuole elementari, il bambino ha voglia di leggere perché così riesce a diventare padrone della lingua scritta. Alle scuole medie i ragazzi che amano leggere spontaneamente in verità sono molto pochi.
La disaffezione rispetto alla lettura spontanea è la prima causa delle difficoltà dimostrate dai ragazzi sul piano cognitivo, difficoltà che si vanno accentuando nel corso dei tre anni della scuola media. Ogni tipo di testo appare infatti irto di ostacoli al non-lettore, che produrrà una lettura meccanica e non riuscirà a cogliere il significato pregnante delle parole scritte. Favorire quindi l’abitudine e la pratica della lettura vuol dire gettare le basi per una comprensione più consapevole e uno studio maggiormente efficace.
Inoltre le abilità recettive, vale a dire l’ascolto e la lettura, appaiono fondanti rispetto a quelle produttive, il parlare e lo scrivere. In sostanza, il “saper leggere” produrrà anche un “saper parlare” ed un “saper scrivere”.
La lettura è infatti un’attività complessa che investe aree diverse, dal socio affettivo al cognitivo, al comunicativo; permette l’accesso al sapere, aiuta a sviluppare le capacità analitiche e critiche, ma anche il gusto estetico, il senso morale e presociale. Sollecita ed attiva tutte le potenzialità mentali, psicologiche, emotivo-relazionali e fantastiche della persona.