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Giallo al Terragni

Le lezioni di italiano sono interminabili, le poesie di Ariosto inverosimili. Avrei bisogno di uno stimolo in più, qualcosa di creativo, che mi faccia sognare.

Disegno la caricatura della mia cara insegnante di italiano.

Vista la spiccata propensione al disegno, la mia santa prof. mi ha iscritto al corso della scuola.

Il fumettista Daniele Statella pare molto simpatico, ci dice che il mondo dei fumetti è un mondo di pazzi.

“Voi non lo sapete, ma la vostra insegnante ne è consapevole.”

Ha disegnato un’immagine gigante di Diabolik. Alle sue spalle il lago di Como. Qualcuno ha scritto sulla lavagna: “Non cancellare”.

Disegnare un fumetto è molto complicato. Rappresenta la nona arte che le racchiude tutte.

Statella ci fornisce una traccia: costruire una storia di Diabolik osservando le caratteristiche del personaggio, come ambientazione la provincia di Como. Diabolik è un ladro, ha una sola compagna Eva e un antagonista danaroso. L'ispettore Ginko cerca invano di anticipare le sue azioni.  

Riversa sul tavolo una decina di copie dell’album e ci dice di copiare se troviamo qualche immagine che ci piace, è l’unico modo per imparare.

Disegnamo in piccoli gruppi.

 

I miei compagni creano un giovane personaggio che si aggira guardingo tra le aule del Liceo e cerca di appropriarsi delle monetine delle macchinette. Scopre di essere stato preceduto e beffato da una giovane Eva di cui si innamora.    

I ragazzi di prima immaginano una vicenda ambientata nella villa di Cloney, con un Diabolik impegnato a cambiare maschera e un’immersione a sorpresa nel lago di Como.

Flaminio realizza una coppia manga davanti alla facciata di Villa Carlotta, il suo lavoro viene scelto come copertina.

Io decido di ambientare la mia storia a Como. Bersaglio del ladro sarà il calice della cattedrale, con spettacolare fuga ed inseguimento sul lago.

Che fatica ultimare le mie due tavole in così poco tempo. In un mese ho realizzato una sola tavola.

La prof., i compagni, il fumettista mi tempestano di messaggi.

Manca solo la mia opera per chiudere l’album di Diabolik. I compagni fremono e rischio di invalidare un lavoro così importante. L’Astorina ha dato l’autorizzazione a pubblicare un album fuori serie a tiratura limitata, distribuito in una mostra evento.

All’inaugurazione il maestro Facciolo, disegnatore storico di Diabolik, mi chiede: “Ti sei perso l’ultima vignetta?”.

Per tutti questo vuoto rappresenta un vero giallo.

(M.A.)