Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo.

Stampa
Visite: 467

Si fermò alla Piarda a Po di San Benedetto. Accese un'altra sigaretta e osservò i piccoli pesci nel secchio. Da molto ormai il pesce gatto era ormai sparito dal fiume. Altre specie erano entrate dal delta, trasformando lentamente la loro natura marinara, forse incroci, adattamenti faticosi, ne era uscita una nuova stirpe, venivano dal Mediterraneo e non solo, dall'Atlantico e altrove. Commestibili, certo.

Il pescegatto era diventato quasi introvabile, però. Antenore si chiedeva dove fosse l'ultimo esemplare, com'è l'esistenza del sopravvissuto.

Mica saranno scomparsi tutti assieme gli ultimi. Così è stato nei primordi per l'ultimo proboscidato o l'ultimo pentadattilo piumato.

E l'ultimo uomo nel periodo glaciale o nell'inferno arido del Sahara, il carovaniere che rimase a rantolare. E' quel che scrisse all'amico ex sindaco sconfitto alle elezioni: che dici, meglio esserci, unico perdente tra tanti vittoriosi, o scomparire con tutti quanti perdenti? "Sarà così per la grande fine dell'uomo?", si chiedeva. I suoi pesci lottavano ancora nel secchio. Una piccola zanzara gli pizzicò un polpaccio annerito dagli umori afri. Sull'altra gamba s'era posato un nugolo di moscerini ghiotti di epidermide giallastra. E' così, una gamba nera e una gialla. Scherzi degli incroci, degli accadimenti biblici, delle invasioni. Spostamenti avvenuti dopo la grande crisi economica cinese; decine di milioni di esseri smarriti di macchine inoperosee ormai inadatti all'agricoltura si riversavano attraverso la Siberia in Europa, terra di pane e lavoro.

 

Oramai assorbita la lieve migrazione africana, pochi milioni erano arrivati; questa sì era inondazione, non sarebbe bastato Gordon a cacciarli, nè Prinz Eugen a contrastarli. Per ora  Antenore s'era imbastardito metà corpo, passò persino l'idea dell'antropofagiadi qualche bello spirito. Non si trattava più di mangiarli, ma di essere mangiati. Tanto valeva attendere. L'Europa doveva rinunciare al suo benessere? In realtà la sottrazione de beni era un vizio endemico, stare male perchè non star bene sarà un sacrificio, però a volte "pereat mundus". Pensieri bislacchi affollavano la sua mente, pensò alla gioia di chi arrivava convinto di trovar di che. La felicità è un bagliore di visione paradisiaca. "Talassa, talassa" gridavano quei greci al ritorno.

Un attimo, proprio solo un attimo. Quando il sol dell'avvenire è lento, troppo lento ad arrivare, il futuro forse non esiste. Così sproloquiando Antenore lasciò la barca e si diresse verso la trattoria: "Emma, porta merluzzo fritto del Lago Vittoria e Nero d'Avola".

Antenore era di Mirasole, alla confluenza del Secchia nel Po. Sull'altra riva del grande fiume erano quelli di forma politica, non tutti ovviamente, mica troppo lineare, "di Governolo e di opposizione".

Uno dei suoi amici ebbe una storia amorosa infelice con una bella contadina. Si trovò sul sellino della bici un biglietto: "T'ho aspettato lungo la calata e tu macchè."

Si giustificò: "M'avrebbe fatto lavorare la terra, zappare e mungere".

Paolo De Regibus

Calata= ripido sentiero che dall'alto argine porta sulla strada