Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo.

Il racconto per immagini. "Il giardino incantato." Omaggio a Italo Calvino.

Foto di Marina Adotti

Leggi sotto

giardino incantato 1

giardino incantato 2

Si era appena conclusa per me una stagione a dir poco strepitosa: tutti i miei record personali sulle varie distanze stracciati in poche gare! Un salto di qualità clamoroso e inaspettato. Neppure io, lo confesso, ci speravo minimamente. E i miei avversari? Distrutti, demoliti e annientati con una facilità irrisoria! Il futuro era lì ad un passo, e molte volte, ve lo posso giurare, mi pareva persino di scorgerlo con la coda dell’occhio in gara, in mezzo alla folla, nel momento in cui imboccavo in solitaria il rettilineo finale. Un attimo dopo, però, esso – cos’era, una chimera? – si dileguava in un lampo, e nel frattempo gli spettatori esultavano per il mio trionfo, mentre quel genio scompariva, inghiottito dall’ombra delle gradinate.

E allora io scordavo la gioia della vittoria e, una volta uscito dal campo sportivo, venivo invaso da uno spettro di malinconia. Che cosa c’è che non va?, mi ripetevo. Ho stravinto oggi pomeriggio, sono diventato l’orgoglio di famiglia, l’astro nascente, pure le ragazzine parlano di me in continuazione. Dovrei essere al settimo cielo.

Eppure…

Fu così che, riflettendo molto a lungo in cuor mio, compresi che, per raggiungere la perfezione, mancava solamente un anello alla catena. Per queste ragioni, decisi di intraprendere la strada che mi avrebbe condotto a coronare il sublime sogno: vincere il concorso annuale e correre per una squadra di professionisti nazionali della penisola, con tanto di stipendio fisso, trasformando così l’atletica, da acerbo amore di gioventù, a coronamento della mia stessa vita.

Tuttavia, in seguito, mi resi conto che il vero atleta non è colui che fa affidamento soltanto sulle proprie gambe, e fra poco scoprirete il perché.

Ad ogni modo, avendo vinto, come vi dicevo, una marea di titoli quell’anno, mi fu facile superare i test attitudinali brillantemente, tanto che la commissione ne rimase sbalordita. La dea bendata era lì, pronta a consegnarmi la chiave d’oro per entrare nel giardino del re. Ero seriamente convinto di diventare professionista.

Purtroppo, per mia sfortuna, restava un ultimo ostacolo da superare.

Era il cosiddetto ‘cuore di atleta’, tale il nome designato per il misterioso esame finale.

L’angelo custode della mia autostima

 

Toccare il fondo è stato facile.

Te ne accorgi quando è tempo di bilanci.

Lavoro nuovo, relazioni difficili, un ambiente che ti appare ostile.

Cosa manca?

La relazione e l’ascolto sono da sempre il tuo punto forte.

Ti senti ai margini quando cerchi di cogliere l’essenza del problema.

Vai all'inizio della pagina
golden goose pas cher golden goose pas cher golden goose pas cher golden goose pas cher golden goose pas cher golden goose pas cher golden goose outlet golden goose outlet golden goose outlet golden goose outlet golden goose outlet golden goose outlet nike tn pas cher nike tn pas cher nike tn pas cher nike tn pas cher nike tn pas cher nike tn pas cher stone island outlet stone island outlet stone island outlet stone island outlet stone island outlet stone island outlet outlet moose knuckles moose knuckle canada max maillots oil paintings stone island outlet stone island uk stone island outlet stone island supreme outlet supreme outlet online