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Alcuni spunti sulla relazione tra cinema e biblioteca erano stati abbozzati da Carlo Carotti durante l’inaugurazione del Fondo Sclavi; le sue parole avevano suscitato nei bibliotecari l’interesse per un approfondimento.

Carotti incontra di nuovo i bibliotecari del Sistema proprio a Venegono (16 ottobre 2005), in occasione dell’uscita di un suo articolo su “Biblioteche oggi”[1]. Si tratta di un momento di confronto con i colleghi e di dibattito sulla presenza del cinema nelle biblioteche, in cui emergeranno alcune riflessioni sul fondo Sclavi e sulle sue peculiarità. Non si tratta certo dell’unica biblioteca di questa natura presente sul territorio lombardo. La cineteca di Milano possiede infatti una raccolta qualificata di riviste e libri (15.000 tra monografie e periodici), ma tale raccolta non è liberamente accessibile al pubblico per carenza di spazi. Al contrario, i testi del Fondo Sclavi sono a disposizione per la consultazione e circolano attraverso il prestito interbibliotecario, raggiungendo “a domicilio” gli utenti della provincia di Varese. Si tratta quindi di una raccolta significativa nel suo genere, non solo per le caratteristiche del patrimonio, quanto per il servizio svolto nei confronti dell’utenza.

 

Lo stesso Carotti all’inizio della sua relazione lamenta l’assenza di una pubblicazione italiana organica come la francese Cinema en biblioteque[2] che affronta molteplici aspetti d’interesse per bibliotecari e videotecari: le acquisizioni, il trattamento dei documenti, la gestione delle raccolte, l’offerta dei servizi al pubblico, la comunicazione e la conservazione. Proprio nelle biblioteche si è avvertita l’esigenza di organizzare negli ultimi anni il servizio di consultazione in sede e il prestito di film e documentari, in precedenza su VHS e ora su DVD. L’ingresso e l’affermazione di questo materiale sono stati sicuramente favoriti dal formato delle videocassette e dei DVD, molto simile a quello di un volume.

 

Le vere motivazioni però sono certamente altre, ossia la chiusura delle sale cinematografiche e l'inesistenza dei blockbuster nei piccoli centri, la scarsità di offerta da parte delle televisioni generaliste e il costo elevato dell'abbonamento alle pay tv (Carotti, 2006, p.44).


Ma non va dimenticato come le biblioteche nella loro natura ormai ibrida debbano rispondere ad una richiesta di informazione ad ampio raggio ed indipendente dal supporto. I1 nuovo modello di biblioteca incoraggia l'utente a servirsi della migliore fonte possibile. Il DVD di uno spettacolo sull'emigrazione degli italiani in Belgio[3], corredato dalle interviste ai minatori, può essere più efficace di un saggio asettico sul medesimo argomento.

E' necessario però definire i termini e i limiti delle raccolte di materiale audiovisivo. La funzione di conservazione di tale materiale spetta infatti alle cineteche, che talvolta presentano anche biblioteche ricche e specializzate (è il caso del Museo del cinema di Torino e della Cineteca di Bologna). Queste istituzioni presentano però limiti oggettivi nel proporre una programmazione ampia e capillare sul territorio, che potrebbe essere garantita dalle biblioteche nel caso di materiale difficilmente raggiungibile nelle cineteche (per es. per gli elevati costi di proiezione). Esasperando i termini della sua proposta, Carotti suggerisce anche l'eventuale registrazione dalle reti televisive o da intemet, con un adeguamento legislativo riservato alle biblioteche e considerate le difficoltà di reperimento nei canali di distribuzione tradizionali.

 

 

Soprattutto film minori o ritenuti tali, che scompaiono per sempre dopo una breve vita sugli schermi "grandi" e "piccoli", film di genere (polizieschi, melò, fantascienza, comici, commedie, erotici, horror) di autori inizialmente sottovalutati, potrebbero essere "rintracciabili" nelle biblioteche che li hanno acquisiti per poter documentare luoghi, artisti, tendenze in coerenza con il proprio patrimonio librario (Carotti, 2006, p.45).

 

Lo sforzo del bibliotecario deve essere indirizzato anche nella scelta del materiale audiovisivo ad uno sviluppo coerente delle proprie raccolte, diversificato in relazione ai diversi tipi di biblioteca. Nelle biblioteche di pubblica lettura sarebbe importante curare il rapporto tra il romanzo e il film, considerata la richiesta preponderante di narrativa italiana e straniera.

L'integrazione di linguaggi e supporti si potrebbe tradurre nella gestione fisica dei materiali, proponendo sullo stesso scaffale il Pinocchio di Collodi e la versione cinematografica di Comencini[4]. Se la biblioteca possiede un indirizzo specialistico all'interno del sistema bibliotecario, dovrebbe acquisire documenti (film e documentari) attinenti e omogenei con la sua specializzazione. Come già avviene per il cartaceo, sarebbe opportuno conservare le pellicole di artisti locali (registi, attori, sceneggiatori…) o ambientate nella zona (documentari naturalistici, storici e artistici) a testimonianza di una lettura del territorio che si modifica nel tempo. Nel caso della Provincia di Varese citiamo il caso emblematico dello scrittore Piero Chiara, i cui romanzi hanno conosciuto diverse trasposizioni cinematografiche, oggetto di una recente riscoperta alla luce del Premio letterario a lui dedicato. I curatori della rassegna hanno attinto al materiale cartaceo del fondo Sclavi per la presentazione delle opere cinematografiche.

I concetti espressi da Carotti sono ribaditi da Leonardo Quaresima, docente dell'università degli studi di Udine.

 

La via da seguire è quella di una commistione di materiali diversi, l'idea è che il cinema nelle sue diverse forme, nei suoi diversi supporti, nelle sue multiformi presenze (il DVD o la videocassetta, ma anche il CD ROM e soprattutto la sua presenza nella rete) sia lì assieme, mescolato proprio, agli altri supporti librari, o di altra forma, della biblioteca...pensate che luogo magnifico sarebbe una biblioteca in cui la distinzione tra i supporti venga completamente a cadere e sia possibile trovare i film accanto ai romanzi, nella sezione di narrativa: in cui sia possibile trovare dei documentari accanto ai testi di antropologia o geografia; i film di Godard accanto ai saggi sulla pop art e sulla neoavanguardia...i film di Tarkovskij tra i libri di storia dell'arte. Dal momento che il cinema possiede anche una dimensione saggistica, originale e determinante (Quaresima, 2006, p.17).

 

Nel caso specifico della donazione Sclavi, gli interrogativi avanzati da Carotti riguardano le modalità di arricchimento del fondo, che potrebbe anche essere considerato un "fondo chiuso" e limitato al periodo 1960-1990, poiché la produzione italiana sul cinema vi è rappresentata in maniera esaustiva. In realtà questa scelta non gioverebbe alla politica di servizio della biblioteca e sarebbe in contrasto con la volontà del donatore, disponibile ad una collaborazione rispetto ad uno sviluppo ulteriore (in termini di lasciti o di selezione condivisa del materiale da acquistare). La biblioteca potrebbe decidere di colmare la lacuna temporale e proseguire negli acquisti in questo settore, che si rivelerebbe vitale nell'economia del sistema bibliotecario, come sta di fatto accadendo. Gli acquisti dovrebbero però essere indirizzati e programmati dopo un'attenta valutazione delle peculiarità della raccolta e in collaborazione con gli altri istituti bibliotecari. Il partner di riferimento sul territorio nella gestione degli acquisti è la biblioteca di Busto Arsizio, con cui si potrebbe avviare un "gemellaggio" come suggerito da Loredana Vaccani.Il presupposto è una valutazione del mercato esistente, del materiale presente nel fondo e della politica di acquisizioni sul cinema già avviata da Busto Arsizio. La biblioteca di Venegono ha cominciato a individuare le case editrici specialistiche e le caratteristiche del materiale proposto. Riguardo al recupero del materiale prodotto tra il 1990 e il 2002, esso è stato parziale e non sistematico. Ci si è limitati ad acquisire opere critiche di rilievo riguardanti la teoria del cinema ed alcuni registi che hanno segnato la storia del cinema.

Il fondo cartaceo andrebbe naturalmente integrato con una sezione audiovisiva, coerente con la natura della raccolta. Il cartaceo a volte “illumina” una produzione filmica, che altrimenti andrebbe smarrita e che sarebbe utile documentare (è il caso del cinema splatter nel fondo Sclavi). La biblioteca non possiede una sezione audiovisiva, se non per quelle pubblicazioni completate da testimonianze dal vivo (spettacoli di teatro civile, canzoni d'autore, qualche sporadica pellicola collegata a romanzi di successo o a rassegne cinematografiche locali).

Per la necessità immediata del proprio pubblico, ha deciso di individuare possibili partner all'interno del sistema bibliotecario quali le biblioteche di Azzate e Caronno Varesino, dotate di un consistente patrimonio. A queste biblioteche è stata chiesta una collaborazione in merito alla condivisione delle informazioni, a partire dall'invio del catalogo cartaceo di VHS che non è presente nell'OPAC provinciale. La Provincia di Varese non cataloga materiale multimediale, che si presenta al momento come " invisibile" all’utenza e agli operatori.

Sono in corso contatti con la biblioteca di Tradate, che sta avviando nei nuovi spazi anche una sezione multimediale e ha già ospitato una rassegna sui "personaggi del cinema" (con la presenza prestigiosa di Vincenzo Cerami).

Anche la locale scuola media è in possesso di una discreta raccolta di VHS ad uso interno per i laboratori condotti dagli insegnanti. Considerata la presenza di un bibliotecario scolastico e a fronte di stanziamenti del comune per le scuole si potrebbe ipotizzare una crescita di una sezione video aperta all'utenza esterna e in collaborazione con la biblioteca.

La scuola possiede inoltre ampi spazi, che potrebbe dotare di strumenti per la lettura in sede.

La biblioteca si avvia a costruire un progetto interno di integrazione tra cartaceo e audiovisivo, una volta individuati i filoni significativi (in particolare cinema horror e splatter) e verificate le modalità di reperimento del materiale (VHS o DVD). Di tali filoni andrà ricostruita la storia, con un’attenzione mirata alla produzione minore (cinema di serie B). Non potranno comunque mancare il film Nero di cui Sclavi è stato sceneggiatore e la pellicola Dellamorte, Dellamore, ispirata al romanzo omonimo. In un progetto di questa natura sarà necessario ricorrere, come avvenuto in passato, ai finanziamenti regionali distinguendo tra il contributo intellettuale che può essere apportato da un esperto di cinema ed il progetto di catalogazione del materiale stesso (da affidare alla catalogatrice del fondo per ragioni di omogeneità e continuità). Lo stesso Sclavi potrebbe offrire un apporto determinante, grazie ad una videoteca privata di 5000 VHS, che riflette in parte la sua filmografia ideale[5].

Nella costruzione di un percorso cooperativo non è privo d’interesse il confronto con l’esperienza della biblioteca “V.Joppi” di Udine.

Questa istituzione ha ricevuto nel 1998 una consistente donazione di DVD (attualmente di 1.700 unità) che ha cercato di integrare con una raccolta cartacea. Un percorso inverso e complementare rispetto a quello che si sta delineando per il Fondo Sclavi, che possiede una sezione cartacea di pari consistenza (700 volumi).

Il direttore Romano Vecchiet ha individuato all’interno del progetto europeo INTERREG alcune linee di collaborazione con i partner italiani e sloveni:

  1. definire, sulla base della letteratura biblioteconomica esistente, i vari livelli di descrizione bibliografica dei supporti cinematografici adatti ad una rete di biblioteche pubbliche;
  2. stabilire le strumentazioni minime che, sulla base del patrimonio esistente, saranno necessarie per attivare un servizio di lettura in sede dei supporti cinematografici;
  3. considerare, sulla base delle vigenti leggi sul diritto d’autore e sulla più recente giurisprudenza in merito, la possibilità del prestito gratuito del materiale cinematografico di una sezione cinema;
  4. stabilire le differenze funzionali ed operative, nonché i diversi ruoli che si instaurano tra “cineteca”, “cineclub”, “laboratorio sul cinema” di una Università e “sezione cinema” di una biblioteca pubblica, in modo da poter integrare le varie risorse in un progetto coordinato;
  5. concordare dei criteri comuni di conservazione del materiale digitale;
  6. fissare i vari livelli qualitativi di una Sezione cinema, cercando di comprendere se sono possibili delle specializzazioni su scala territoriale.

I1 fondo Sclavi si muove all'interno di un progetto di collaborazione tra biblioteche di pubblica lettura, legato ai confini provinciali e con qualche ambizione rispetto all'ambito regionale. La biblioteca si è posta alcuni interrogativi riguardo alla catalogazione del materiale, alla sua fruizione, alla politica degli acquisti. Si è cercato anzitutto di promuovere il patrimonio del fondo attraverso la creazione di una rete pubblica. E’ stata pertanto inviata una comunicazione alle scuole superiori della Provincia, all’Università dell’Insubria che ha attivato il corso di Scienze della comunicazione, alla Cineteca di Milano e al Museo del cinema di Torino. Non è infatti un caso che i primi fruitori del Fondo siano stati di fatto alcuni studenti universitari, in fase di stesura della bibliografia per la propria tesi. E' apparso importante fin dall'inizio distinguere il proprio ruolo da quello di una cineteca o di un cineclub, cercandone la collaborazione. Si è avviata pertanto una sinergia con l'Associazione Filmstudio di Varese, che da alcuni anni gestisce un cinema d'essai e alcune sale in provincia. Gli esperti di Filmstudio hanno visionato il materiale del fondo, ne hanno segnalato la rarità e il carattere specialistico. Una forma iniziale di promozione si potrebbe tradurre nello scambio reciproco di link e mailing list, ma soprattutto nella valorizzazione della peculiarità del rispettivo patrimonio. L’utente verrà indirizzato alla risorsa “Fondo Sclavi” per la ricerca su cartaceo e al cineclub per il recupero (spesso difficoltoso) delle pellicole e del materiale audiovisivo. Il cineclub fornirà inoltre il proprio contributo nell'organizzazione di rassegne cinematografiche o di corsi sul linguaggio del cinema. Si profila inoltre il ricorso a Filmstudio per l'organizzazione di un concorso sulla stesura di un “soggetto cinematografico”, rivolto alle scuole e all’utenza libera. Il “soggetto” è un’idea sotto forma di racconto breve che sta alla base della trama di un film. Il concorso sarà preceduto da un momento didattico di approfondimento (che cosa è un soggetto, come si costruisce, esempi di soggetti, dal soggetto alla sceneggiatura) in cui sarà importante proporre la lettura e la consultazione dei testi del fondo. Nell’ottica di uno scambio davvero vicendevole, la biblioteca ha fornito un supporto bibliografico ad un'iniziativa inserita nell'ambito del festival "Cortisonici" curato proprio da Filmstudio, festival che propone la visione di cortometraggi originali. E' stata elaborata una bibliografia sulla relazione tra cinema e fumetto, distribuita nell'ambito di una conferenza sulla contaminazione tra i generi (nuove tecnologie, videogiochi, cinema e fumetto), alla presenza di Antonio Serra, il creatore “firmato Bonelli” di Nathan Never.

Nell'ambito del Sistema bibliotecario verrà promossa la rassegna "cinema e letteratura" con una proposta di titoli di film d'animazione per un pubblico di giovanissimi. La gamma di titoli è stata segnalata da Filmstudio con l'indicazione della fascia d'età. La scelta comprende anche film storici per ragazzi ormai irreperibili o di difficile visione nei circuiti tradizionali (cinema e televisione). I film saranno preceduti da un’introduzione rivolta a sottolineare le concordanze e le differenze tra il linguaggio della letteratura e quello del cinema.

E' già partita l'iniziativa "Vai al cinema con la tessera della biblioteca" che garantirà all'utente uno sconto sulla frequenza del cinema di Tradate, gestito sempre da Filmstudio. Ci si riserva una valutazione dell'iniziativa, dopo una verifica dei dati della partecipazione che prevede il coinvolgimento anche di un pubblico scolastico.

Le biblioteche si aprono quindi al territorio come centri di diffusione della cultura, accendono i riflettori sui propri servizi e cercano nuove forme di collaborazione qualificata.

 

En matière de cinéma en bibliothèque, on se gardera de tout volontarisme spontané: le domaine est trop vaste, trop vague et trop rapidement obsolète pour être traité par des initiatives simplement modernistes ou réactives (la culture contre le commerce, le niveau contre l’ancien…).

L’offre doit être paramétrée en fonction des missions de la médiathèque, de son environnement institutionnel et marchand, et de l’environnement des autres collections offertes ainsi que des mesures d’incitation qui peuvent y être associées (vernet, 2004, p.33).

 Fonte: Adotti, M. Valorizzazione di una collezione speciale: il fondo Sclavi presso la biblioteca comunale di Venegono Superiore, Università di Pavia, 2005-2006

 

[1] Carotti, 2006.

[2] Cinèma en bibliotheque, 2004.

[3] Mario Perrotta, Italiani cincali. Parte prima: minatori in Belgio, DVD allegato a L’Unità, 29 marzo 2006.

[4] Di fatto, ci sono degli evidenti limiti perché si collochino insieme i libri con i DVD corrispondenti. Ciò avviene per certe discipline scientifiche e tecnologiche, dove i supporti multimediali si trovano a pochissima distanza dai testi scritti sullo stesso argomento. Nel caso dei romanzi, il suggerimento è più teorico che pratico. Si sottolinea l’opportunità di possedere la versione cinematografica dei romanzi (a volte ci troviamo di fronte a film che hanno pari o superiore dignità rispetto al romanzo da cui sono tratti). E’ consigliabile segnalare tale versione sugli scaffali attraverso la copertina del DVD, conservando a parte l’originale per scongiurare eventuali furti.

Un altro limite pratico è costituito dalla collocazione (che dovrebbe essere per titoli, se si vogliono trovare nella stessa posizione romanzo e DVD).  

[5] L’indicazione di una bibliografia ideale si può rintracciare in alcuni testi dedicati alle citazioni cinematografiche presenti nelle opere di Tiziano Sclavi: Crovi (1996); D’Angelo (2005).