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Tiziano Sclavi: un profilo biografico


"Sono cresciuto in un paesino dove quando passava una macchina tutti si fermavano a guardarla, perché non succedeva mai niente. Fino a quattordici anni sono vissuto in un paesino confronto a cui questa [Venegono Superiore] è una metropoli…ma veramente, quando passavano le macchine si fermavano!
La gente si fermava e tutti i ragazzini guardavano le macchine: le “1100”, cioè passava una 1100…! E allora mi fa paura, anche questa ripetizione, questa…non so, mio papà era impiegato…mi fa paura anche la burocrazia, mi fa paura la ripetizione delle cose, la noia, il non senso, poi in realtà ci sono tantissime altre cose! Più che l’ignoto mi fa paura l’ignoranza!
Però, va’ beh, questo l’hanno detto altri prima di me, molto meglio!"
NERI, A. La lingua di Tiziano Sclavi ai confini tra fumetto e narrativa, Torino, L’Harmattan Italia, 2004, p.15

 


Tiziano Sclavi nasce a Broni, un piccolo paese in Provincia di Pavia, il 3 aprile 1953.
La madre è maestra e il padre segretario comunale. A Pavia Sclavi frequenta il liceo classico.
Nel 1971, grazie all’aiuto di Grazia Nidasio, che lo presenta allo scrittore Mino Milani, riesce ad entrare al “Messaggero dei ragazzi”.
Appena finito il liceo, Sclavi si trasferisce a Milano e lavora al “Corriere dei ragazzi”, settimanale del “Corriere della sera”. Qui conosce Alfredo Castelli e si appassiona al mondo dei fumetti. Scrive con Castelli alcune storie de “Gli Aristocratici”, in seguito inventa due bizzarri investigatori americani, Altai & Jonson, cominciando ad esprimere la sua vena comico surreale. Nel 1972 incontra Raffaelle Crovi, che sarà poi agente ed editore dei suoi libri. Nel 1974 pubblica, nella collana “Identikit” della Bietti, la raccolta di racconti I misteri di Mystere sotto lo pseudonimo di Francesco Argento, che costituisce un’indicazione importante sia riguardo le sue “letture” sia circa il suo amore per la citazione. “Francesco Argento” è infatti un omaggio incrociato al cantautore Francesco Guccini e al regista Dario Argento.

Presso l’editore Il formichiere viene pubblicato il suo primo romanzo, Film (1974) che mescola il teatro dell’assurdo con la letteratura visionaria e il cinema di Dario Argento.Nel frattempo Tiziano Sclavi, grazie a Crovi, comincia a lavorare per la RAI e, insieme a Bianca Pitzorno, scrive i testi di Giococittà. E’ ancora Crovi che lo aiuta a pubblicare nel 1975 Un sogno di sangue nella collana di gialli dell’editore Campironi, da lui stesso diretta, e Guerre stellari, prima versione di Apocalisse, con Rusconi nel 1978. Tre e Mostri, scritti entrambi in questo periodo, rimarranno inediti per dieci anni. Dopo la chiusura, nel 1977, del “Corriere dei ragazzi”, Sclavi passa al “Corriere dei piccoli”, sulle cui pagine crea Jonny bassotto e Il cavallino Michele, che si ispira a Mike Buongiorno. Scrive storie gialle (Giallo al castello, Fantom), di avventura (John John va nel west, Sam Peck esploratore solitario), di fantascienza (Le avventure del professor Strano) ma anche favole (Bizzarro). Dall’incontro nel 1979 con Sergio Bonelli e Decio Canzo nasce la collaborazione che lo porterà all’assunzione presso la Cepim nel 1981. Dopo un periodo di gavetta che lo porta a correggere bozze e a sceneggiare alcuni episodi di Ken Parker, Zagor e Mister no, crea finalmente un suo personaggio Kerry il trapper, presente per un anno in appendice al fumetto bonelliano Il comandante Mark.
Nel 1984 arriva a dirigere l’edizione italiana della rivista francese Pilote, riservata alla pubblicazione del fumetto d’autore. In questi anni Sclavi scrive i racconti di Sogni di sangue e ben tre romanzi: La circolazione del sangue del 1982, Dellamorte Dellamore del 1983 e Nero del 1984, che restano inediti. Dopo aver pubblicato una versione ridotta di Mostri nel 1985 su “Il Belpaese n.2” e Nero, Sclavi non riesce ad accettare il fallimento come romanziere e smette di scrivere romanzi. Alle delusioni del mondo della narrativa si contrappone il grande successo in quello dei fumetti, con la pubblicazione di Dylan Dog nel 1986, su cui si concentrerà tutta la sua attenzione creativa. Tra le poche sue altre attività ritroviamo il lavoro per la casa editrice per bambini “La coccinella” e la realizzazione di tre storie di Roy Mann, edite a puntate su “Comic art” tra il 1987 e il 1991. Grazie a Crovi, che nel frattempo ha fondato una propria casa editrice, Camunia, Sclavi ricomincia a pubblicare romanzi. Nel 1988 esce Tre, nel 1991 Dellamorte Dellamore, che segna il suo successo anche come narratore, nel 1992 Nero e Sogni di sangue, nel 1993 la seconda edizione di Apocalisse, nel 1994 quella di Mostri. La circolazione del sangue viene pubblicato nel 1995 e la versione integrale di Tre nel 1997.

Dellamorte Dellamore è il romanzo che richiama più da vicino il fumetto Dylan Dog, ha la struttura di una sceneggiatura, affronta il tema del macabro esibito, dello splatter. Non a caso è il romanzo che ha ispirato le atmosfere del fumetto. Ma il tema dei “freaks”, particolarmente caro a Tiziano Sclavi, è il motivo centrale di Mostri. Racconta la vita in cottolengo di tre poveri pazienti, la loro condanna quotidiana a svegliarsi, a mangiare, a prendere le medicine, a riaddormentarsi, e ogni tanto a morire ed essere portati via in silenzio. E’ la storia della prigionia in cui il mondo rinchiude i diversi.
I suoi romanzi sono una riscrittura dei generi popolari. Nero gioca con gli stereotipi del racconto giallo e gotico (un cadavere che sfugge di continuo al suo assassino).
Apocalisse si può considerare un romanzo di fantascienza ispirato a Gli uccelli di Hitchcock e disseminato di indizi che rimangono senza soluzione.

Sclavi si dedica anche alla poesia: una raccolta di ballate che nello stile ripercorrono le canzoni di Guccini, De Andrè e Lolli esce nel 1993 con il titolo Nel buio. Due componimenti di questa raccolta, I miei sette figli e Sotto il segno della volpe, saranno musicati da Tiziano Cantore nel suo disco E’ sparita l’Orsa maggiore (Eleven, Fonit cetra, 1978).

Nel 1995 esce per Giunti Le etichette delle camicie, il suo primo romanzo che parla di situazioni normali e quotidiane. La vicenda assume toni biografici: tre ragazzi fumettari escono da un crisi grazie all’incontro con una donna.
Nel 1998 viene pubblicato per Mondadori Non è successo niente, che a sentire Sclavi, è il suo ultimo libro in assoluto poiché sente di non avere più niente da raccontare.
Quattrocento pagine di soli dialoghi in cui la realtà è affrontata nella sua crudezza (l’alcolismo, l’anoressia, l’ipocondria, la depressione, l’incapacità di comunicare). Le domande sono sempre le stesse, il rapporto con le proprie nevrosi, la relazione con gli altri, raccontate questa volta nella loro quotidianità , senza ricorrere a metafore e storie fantastiche.

 

D: La morte è spesso entrata nella sua vita
R: E' stata la compagna delle mia vita. Non sa quante volte mi sono svegliato in un letto d'ospedale dopo aver tentato il suicidio. Arrivavo a prendere centinaia di pasticche. Ma siccome sono un vigliacco militante, telefonavo all'amico chiedendogli di venirmi a salvare.
D: Come ha curato le sue depressioni?
R: Ho provato di tutto. I farmaci innanzitutto. Potentissimi. Ricordo che la volta in cui andammo assieme al ristorante avevo assunto un farmaco a causa del quale mi sentii malissimo. Scoprii in seguito che era incompatibile con certi cibi. Poi ci fu l'elettroshock. Fu umiliante, avvilente, pazzesco.
D: Qual è la cosa più importante che le è capitata nella vita?
R: A parte mia moglie Cristina, la psicoanalisi. L'ho fatta per 24 anni. Senza analisi non credo sarei qui a parlare.
D: E cosa ha provato quando anche l'analisi è finita?
R: Un misto di stati d'animo. A volte di sollievo, altre ancora di rabbia.
D: Quando ha terminato l'analisi?
R: Circa tre anni fa [1999].


D: Si potrebbe insinuare che quando ha smesso con l'analisi ha anche smesso di scrivere?
R: Detesto le relazioni ricattatorie, del tipo se finisce una cosa finisce anche l'altra. E sebbene a volte ami piangermi addosso, devo dire che la mia vita oggi va molto meglio.
D: Come ha scelto la casa dove abitare?
R: Non è distante dalla clinica dove sono stato ricoverato. Qui intorno [Pianbosco di Venegono Superiore] è tutto molto bello
GNOLI ANTONIO, Via da Dylan Dog e dal1’analisi. Così sono rinato al mondo. Intervista a Tiziano Sclavi, "La Repubblica", 30 giugno 2002

 


E nel 2006 pubblica Il tornado di valle Scuropasso per la collana giovane “Stradeblu” di Mondadori. Un uomo vive in una casa di campagna [Pianbosco?] prigioniero dei suoi fantasmi e delle sue paure. Sclavi riesce a costruire un'atmosfera in cui nessuna cosa è più ciò che sembra e tutto rimanda a un suo doppio estraneo e minaccioso. Il romanzo per diverse settimane entra nelle classifiche dei libri più venduti, richiesto anche dai lettori della biblioteca di Venegono Superiore che possono leggere il testo autografato e incontrare attraverso uno pseudo thriller uno scrittore che si rigenera, in cerca di nuove formule espressive.
Nel 2013, dopo una lunga pausa, Sclavi ritorna alla scrittura in 16 liriche Ballate della notte scura, messe in musica dai Secondamarea e commentate dai suggestivi disegni di Max Casalini.

Sclavi ottiene i maggiori riconoscimenti critici dalla sua attività di sceneggiatore. Vince per due volte il premio Anaf come miglior soggettista; nel 1990 gli viene assegnato lo Yellow Kid, l’Oscar del fumetto, come miglior autore. Come scrittore, dopo il Premio Scanno vinto con Film, si aggiudica nel 1992 il premio “Giallo dell’anno” al festival noir di Viareggio, con la raccolta Sogni di sangue. Dai suoi romanzi sono stati tratti due film: Nero, nel 1992, per la regia di Giancarlo Soldi, del quale ha scritto la sceneggiatura, e Dellamorte Dellamore nel 1993, per la regia di Michele Soave e con l’interpretazione di Rupert Everett.