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Vetrina Binago

Paolo d'Altan

Salis in fuga

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Salis in fuga

Maggio 2014

Non è un buon momento per scappare, ma è più forte di me, devo farlo. Mi sono addormentata come un sasso ieri sera, dopo avere consegnato l’ultimo carico di sale. Ero così stanca...
Non avrei mai pensato di poter trovare nel cuore della notte la forza di alzarmi e, addirittura, andarmene. Invece l’ho fatto. Ho sognato la luna. È apparsa gialla e piena come sulla lavagna dei turni e mi ha detto: – Salis, scappa via. –Mi sono alzata e sono uscita dalla mia capanna.

 

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Appunti di viaggio

Campo Ligure, un gioiello tutto italiano

Lungo la statale del passo del Turchino si sfiora il paese di Campo Ligure.

Già dalla strada il ponte medioevale permette una visione d’insieme del borgo, su cui campeggia il Torrione del Castello Spinola.

Attraversato il ponte, le prime informazioni dell’ufficio del Turismo vengono arricchite dalle chiacchierate con esperti e volontari dei beni culturali presenti.

Sicuramente la creazione è il filo conduttore.

L’abilissimo intreccio della filigrana esalta un artigianato locale di grande interesse.

Il percorso storico si può seguire all’interno del Museo della filigrana, frutto della passione di un collezionista, Pietro Carlo Bosio.

Ci sono pezzi di valore dei diversi continenti, acquisiti spesso nei mercatini di antiquariato, smontati, ripuliti e resi fruibili al pubblico.

Un video ripercorre  le varie fasi del processo di lavorazione.

Tecnica come biglietto da visita del Museo, nella presentazione del tabulato degli orari?

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Alle bocche di Orimento

In un calda giornata di luglio giungiamo scegliendo la via della Val Mara alle bocche di Orimento.

Il ristoro locale espone interessanti foto d’epoca. Il personale si dimostra  sempre accogliente nei confronti dei numerosi visitatori che  anche il sabato cercano refrigerio dalla calura estiva.

Siamo già a 1300 m eppure a solo un’ora da Mendrisio.

Orimento

Di fronte al locale troviamo una nevera cioè una ghiacciaia che serviva in un passato non troppo lontano alla conservazione dei cibi. Gli habitué si ricordano che negli anni ‘70 vi era presente anche una malga.

 

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Libri - il racconto

L'invito

L'INVITO (che cosa mi interessa di te)

Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,
voglio sapere che cosa ti fa soffrire e se osi sognare di incontrare il desiderio nel tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni, per l'avventura di essere vivo.

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Dimmi se cerchi bellezza....

dimmi se cerchi

Esce il nuovo album dei Sulutumana “Dove tutto ricomincerà”, raffinatissimo e di grande impatto emotivo.

La band rimane fedele allo stile che da sempre la caratterizza: la musica è poesia e bellezza, messaggio esplicitato nel singolo ”Dimmi”. Ispirazione e citazione di alcuni versi di Oriah Mountain (Pellerossa).

L’album raccoglie diverse suggestioni, frutto di suoni e di immagini a partire dalla pioggia che canta leggera.

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Libri - Recensioni

Fiori di guerra, di Franco Luini

fiori di guerraLa guerra non ha niente a che fare con chi combatte. E' sempre l'idea di pochi altri. Sei piccole storie di guerra che parlano di pace, piccoli episodi di umanità in contrasto con l'atrocità disumana che è protagonista di qualsiasi conflitto. Se la guerra è un affare umano, è ancora più evidente la magia scaturita da un gesto di pace, sorprendente quando nasce dove la pace è stata più offesa. Il potere ribelle, rivoluzionario, della pace diventa pericoloso per chi la vorrebbe negata e può affiorare incontrollato qua e là, sugli aridi campi di morte. Senza distinzione di bandiera o fronte.

 

 

 

 

 

Luini, Franco    illustratore varesino

Fiori di guerra, Roma, Germani editore, 2017

Il Fondo Sclavi tra cinema e fumetto

 

La biblioteca di Venegono Superiore ha ricevuto nel 2002 la donazione del concittadino e scrittore Tiziano Sclavi e ne ha programmato negli anni la promozione, la fruizione pubblica e la valorizzazione.

Il Fondo presenta un accentuato carattere specialistico, soprattutto nei settori cinema e fumetto. Il donatore è infatti sceneggiatore del fortunato fumetto Dylan Dog, prodotto innovativo della cultura degli anni Ottanta.

Il testo ripercorre la genesi del Fondo Tiziano Sclavi, dalla catalogazione all'apertura al pubblico, fino alla realizzazione di un catalogo della sezione del cinema.

Delinea inoltre possibili scenari di promozione, legati alla frequentazione in particolare di un pubblico giovane, di cui vengono indagati interessi e passioni. Il questionario proposto ai giovani è un esempio di lavoro con un focus group, metodologia ancora innovativa e utilizzata soprattutto nelle biblioteche tedesche. L'autrice è disponibile ad offrire indicazioni utili a chi volesse approcciarsi a questo metodo di lavoro e indicare un nuovo percorso.   

L'importanza del fondo, di valenza regionale, ha portato inoltre a tracciare una proposta di ampio respiro, volta ad inserire il fumetto Dylan Dog in un processo di valorizzazione del fumetto europeo, ipotizzando una collaborazione tra le maggiori istituzioni italiane ed europee.

978 88 488 1916 9

 Vedi anche: http://www.cinequanon.it/il-fondo-sclavi-tra-cinema-e-fumetto/

 

 

 

 

 

 La storia di un importante e innovativo progetto culturale. Una riflessione sull'importante ruolo delle biblioteche, in continua trasformazione.

Un volumetto dalla consultazione agevole, graficamente ben impostato.

Per gli sviluppi recenti legati alla promozione del fondo vedi il progetto: "Una biblioteca da paura" ideato dalla Cooperativa Totem e dal Comune di Venegono insieme alle associazioni al link www.fondosclavi.it 

 In copertina: murales in facciata Wow spazio fumetto di Milano

Per  contattare l'autrice: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Bellezze artistiche locali

La casa museo di Vincenzo Vela a Ligornetto

Casa-museo di Vincenzo Vela (1820-1891)

Gipsoteca monumentale

Collezioni dell’Ottocento

Mostre temporanee

Parco panoramico

Il Museo

Villa Vela, sede del Museo oggi gestito dall’Ufficio federale della cultura, venne donata nel 1892 alla Confederazione Svizzera, insieme alle collezioni in essa conservate, dal pittore Spartaco Vela (1854-1895), figlio del più noto Vincenzo, uno dei massimi scultori realisti dell’Ottocento.

La villa – già aperta al pubblico come museo privato dallo stesso scultore – venne designata ufficialmente “Museo Vela” nel 1898, divenendo il primo museo in Ticino.

Immersa in un ampio parco, agibile al pubblico, la dimora è considerata una delle più importanti case d’artista dell’Ottocento europeo, e la più significativa su suolo elvetico.

Gli ambienti sono stati interamente ristrutturati (1997-2001) dall’architetto Mario Botta e più recentemente si è proceduto a un riallestimento delle collezioni permanenti (2015).

Le collezioni

Accanto alla gipsoteca di Vincenzo, eccezionale per qualità e per monumentalità, che raccoglie i modelli originali in gesso di quasi tutte le opere dello scultore, il Museo custodisce altri importanti nuclei: numerosi bozzetti in terracotta e gesso, la pinacoteca e la biblioteca di famiglia, una ricca collezione di disegni e opere grafiche, e una sorprendente raccolta di fotografie d’epoca, nonché i lasciti del figlio pittore Spartaco – composto principalmente dei suoi quadri – e del fratello maggiore Lorenzo Vela (1812-1897), notevole scultore-animalista. Di quest’ultimo sono conservati modelli in gesso e sculture in marmo e terracotta, nonché la ricca e qualitativamente notevole raccolta personale di dipinti ottocenteschi di area lombarda e piemontese.

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© Museo Vincenzo Vela / foto Mauro Zeni.

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A Luvinate presso il Monastero delle benedettine

In una giornata pazzerella di marzo, durante le consuete ma sempre significative giornate Fai, decido di visitare il Monastero di Sant’Antonino a Luvinate.

Sulla voce della guida, che ci chiede di rispettare i ritmi dei frequentatori del golf,  cerco di ripercorrere le tappe della storia del convento.

C’è un legame tra Luvinate e la Sala Veratti di Varese, refettorio delle benedettine?

Il convento di Luvinate, datato già nell’anno mille, venne sciolto da Carlo Borromeo per “comportamenti sconvenienti” delle monache alla metà del ‘500. Le monache vennero trasferite proprio a Varese.

Il monastero è proprietà del Golf club Varese, che ne ha curato con perizia il restauro a partire dagli anni trenta del  Novecento, in un contesto naturale di grande pregio che permettere di affacciarsi sul Lago di Varese e sul Monte Rosa.

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Nel principato di Soriso

Lungo la strada che portava un tempo a Borgosesia e che ora si snoda ai piedi della collina, si apre lo scenario sacro di una scalinata.

Ci troviamo al Santuario della Madonna della Gelata.

Un’ immagine venerata fin dal Medioevo, in riferimento ai bambini non battezzati.

Il miracolo consisteva nel rianimare i bambini morti, il respiro recuperato era sufficiente per essere battezzati e sepolti in terra consacrata.

Intorno alla immagine sacra nasce una vera e propria chiesa grazie all’intervento del vescovo Bascapè.

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  La Parrocchiale di San Giacomo

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Binago, itinerario tra storia, arte e fede

Binago, itinerario tra storia, arte e fede

Un ulteriore tassello nella conoscenza e nella tutela dell'antica pittura locale: il centone affrescato sulle pareti della chiesa di Santa Maria Assunta in Binago, piccolo centro in provincia di Como ma compreso nella Diocesi milanese. 

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Vedute esterna della chiesa di Binago

"Conoscere la propria storia per vivere meglio il presente": è stato questo lo spirito con cui, nel 2007, si sono mossi i necessari lavori di restauro nella chiesa di Santa Maria Assunta in Binago, ultima tappa di una chiesa tanto amata da tutti i binaghesi ma mai sufficientemente valorizzata. Antica parrocchiale di Binago, la piccola chiesa si affaccia su un sagrato in ciottolato dalle dimensioni contenute e presenta uno schema architettonico molto semplice tipico delle chiese in stile romanico. L'aspetto di maggior interesse della chiesa di S. Maria è costituito naturalmente dagli affreschi che ne ornano le pareti interne e che i recenti restauri hanno pulito, consolidato e restituito ad una lettura più chiara. Caratteristica peculiare della decorazione pittorica di S. Maria, databile tra XIV e XV secolo, risiede nel fatto che essa è costituita da affreschi indipendenti tra loro, commissionati cioè da singoli committenti senza evidentemente la preoccupazione di dare uniformità all'ornato pittorico. Il risultato di questo mecenatismo religioso è una vera e propria proliferazione di immagini della Madonna e di Santi, ripetute talvolta in più versioni diverse. 

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Il lucertolone del Museo Baroffio del Sacro Monte

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Il "lucertolone famoso" è tornato

Dopo un lungo e delicato restauro, il coccodrillo di Santa Maria del Monte a Varese ha trovato definitiva collocazione nel percorso del Museo Baroffio e del Santuario.

Si respirava una bella atmosfera, carica di soddisfazione e curiosità al Museo Baroffio. Abituati alla presentazione di restauri di beni artistici più comuni, l'occasione del recupero di un coccodrillo non poteva passare inosservata.


Da tempo c'era la voglia, il desiderio di rivederlo, il "lucertolone" di Santa Maria del Monte, nascosto all'ombra delle numerose bellezze del museo, ma mai dimenticato, soprattutto dagli amici del Malcantone.


Chiuso nella sua teca da più di cento anno, era tornato alla ribalta nell'estate del 2014, per la prima volta esposto al pubblico dopo anni di oblio. "Si è creato un bel clima di collaborazione" ha detto Laura Marazzi, conservatrice del Baroffio, ringraziando tutti coloro che si sono spesi nell'impresa, dal restauratore Paolo Moro al Museo del Malcantone, insieme ai vari gruppi e amici che hanno collaborato nelle sottoscrizioni. "C'era una grande richiesta di rivedere il coccodrillo - ammette Bernardino Croci Maspoli, conservatore del Museo Etnografico del Malcantone - e questo recupero riconsolida i rapporti antichi con Santa Maria del Monte, rapporti che affondano le radici nei primi pellegrinaggi, già attestati nel 1189".

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