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IL SETTIMO SIGILLO   < 1956 > Ingmar Bergman

settimo sigillo

Un cavaliere ritorna con il suo scudiero dalle Crociate dopo lunghi anni di assenza dalla Svezia. Siamo nel XIV secolo. Un Ulisse senza pace in terre desolate in preda alla peste. Incontra la Morte pronta a togliergli la vita. Per ritardarla la sfida a scacchi. Incontra una piccola famiglia di saltimbanchi sereni e fiduciosi nella vita. Il contrasto fra i due mondi è visivamente forte. La morte ha l'aspetto del vincitore, lungo abito nero, faccia sorridente d'un bianco spettrale; i teatranti sono gioiosi e innocenti. Penitenti e flagellanti percorrono le strade dei villaggi colpiti dalla peste. Una strega sta per essere arsa.

La narrazione si sviluppa per sovrapposizioni: il cavaliere tormentato dai dubbi, il suo scudiero chiuso in un'incredula laicità. Entrambi difendono i poveri e i sottomessi. La partita a scacchi procede con varie interruzioni. La morte continua nel suo compito letale, taglia l'albero su cui si è rifugiato un commediante sfuggito alle ire di un fabbro cui aveva sedotto la moglie. Lo scudiero salva un malcapitato in una rissa di osteria. A scacchi il cavaliere usa l'inganno. Tutti stanno per soccombere al destino. Solo i puri saltimbanchi riescono a salvarsi . Alla strega il Cavaliere somministra una pozione per una morte meno dolorosa. Pietà e Fato vanno verso l'epilogo. Il cavaliere con altre persone arriva al suo castello dove una Penelope cupa li accoglie. La Morte bussa invisibile alla porta. E' per tutti. Il gruppo si schiera a mo' di teatranti sulla scena dell'epilogo. Qui sta la grande invenzione di Bergman, uomo di cinema e di teatro. Gli attori allineati, in attesa del giudizio del pubblico. Una lunga osservazione su sguardi, ripresi lentamente, in modo collettivo e individuale. Più che pessimismo è terrore, incubo. Peggio ancora, sospensione tragica del tempo. Nulla è deciso, tutto accadrà. (Paolo D.)

Chiedete i numerosi testi su Bergman del Fondo Sclavi della Biblioteca di Venegono Superiore!!!