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Stanze, corridoi, arredi che tolgono voci e volti. Non il lusso, ma l'accumulo di sapere infinito. La fuga da quel mondo amato ma ristretto poteva bastare al giovane? La "gente zotica, vil" del natio borgo selvaggio gli dette in realtà "giorni vezzosi, inenarrabili". Ben altro lo tormentava, le vaghe stelle, l'infinito. Forse l'amore carnale inappagato ma necessario avrebbe dato l'apparenza. Nei libri cercava l'eros sconosciuto. Il fisico eroso anziché immiserirlo lo rafforzava nel pensiero.

giovane favoloso

Era insoddisfatto di quel mondo, così come per Michelangelo la Cappella Sistina era inadatta a contenere tutta la sua potenza espressiva.

Morendo, come dice Citati, lamentava e invocava l'amico: Totonno, non ti vedo!"

Il film, nel soffermarsi su finestre schiuse, battiti impercettibili di insetti, rafforza l'idea di un altrove che solo la mente può sentire.

Altro dirvi non so, le ali del sonno mi sollevarono verso Citera.

Paolo D.