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Da Roncisvalle parte la sfida di Orlando, il paladino che affrontò i Mori. E ha inizio anche la sfida del pellegrino che acquisisce la bolla e si avvia verso i fasti di Pamplona e il passaggio simbolico sul Puente de la Reina.
Noi prendiamo in direzione sud, attraversando tutta la dorsale dei Pirenei.  Il paesaggio è di grande suggestione, spoglio sul piano naturalistico ma con prospettive che sgombrano la mente .

 

Il vento ha modellato in modo scultoreo le montagne e spazza l’altipiano dove emerge il monastero di San Salvatore de Leyre.
Abbiamo scelto la foresteria per goderci l’atmosfera. 



Nella cripta svettano irregolari pilastri, alcuni si possono abbracciare, altri richiamano l’imponenza  e la ruvidezza delle grotte. Atmosfera di oscurantismo medievale e di sacralità delle reliquie.
Il vespero è scandito dai canti gregoriani delle ore.






Il viaggio verso Andorra  non presenta evidenze, lo stato  offre buone occasioni per gli acquisti di apparecchiature informatiche. Ma si possono piacevolmente alternare escursioni in montagna a visite sul territorio. Il percorso romanico riserva più di una sorpresa.

 


Svettano i campanili romanici triforati, opera dei magistri cumacini.  Maestranze che esportano l’arte italiana.
Che sorte hanno avuto gli affreschi segnalati?  SI possono vedere al museo medievale di Barcellona, fedeli ricostruzioni secondo una teoria sorpassata del restauro. Affreschi staccati e strappati all’incuria dei secoli. In nuova collocazione  e ricostruzione fedele di ambiente. Oggi, ristrettezze economiche permettendo, sarebbero stati risistemati in loco.


Attraversando Andorra e percorrendo l’arteria che porta alla costa francese,  si può visitare il bellissimo chiostro di San Michel du Cuxa  o arrampicarsi fino a  Sain Martin du Canigou con porticato a strapiombo che toglie il fiato.






La simbologia dei capitelli finemente lavorati richiama e scongiura paure ataviche.
La malattia e la morte rivivono nell’allegoria non sempre svelata e compresa dei bestiari.
Siamo nella Catalogna francese, vicina per tradizioni alla Spagna ( arene, corride, il caratteristico ballo, persino la paella), eppure così distante.
Felice conclusione del viaggio la visita di Ceret, soggiorno climatico gradito a Picasso e ai maestri del cubismo.






Il mare di Colliure lungo la Cote Vermeille è un quadro vivente.   Il paese mette in mostra i colori pastello di Matisse, dall’azzurro sopra di noi al viola della lavanda. Ogni angolo sembra racchiudere in uno scrigno la sensibilità e la passione per l’arte.





La sagra delle aringhe è il primo assaggio. La cucina dei Logis de France ricorda il gusto dei sapori tradizionali, esaltato dal recente film “La cuoca del presidente”. 


Nella vicina Perpignan, coreografici negozietti di salumi offrono la possibilità di gustosi assaggi all’aperto.(M.A.)