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 Il Simulacro dell’Addolorata in S.Vittore a Varese

Il celebre gruppo ligneo che rappresenta la Vergine sofferente mentre sviene ai piedi della Croce, sorretta da Maria di Cleofa e Maria di Magdala, si trova al centro dell'ultimo libro di Chiara Zangarini.

Il Simulacro dell’Addolorata, Varese

Il 15 settembre il calendario liturgico della Chiesa fa memoria della Madonna Addolorata. Questa devozione è particolarmente viva e radicata in Varese che conserva nella Basilica di San Vittore un gruppo ligneo finemente intagliato che rappresenta la Vergine sofferente mentre sviene ai piedi della Croce, sorretta da Maria di Cleofa e Maria di Magdala.

L'origine del simulacro della Beata Vergine Addolorata è da ricercarsi intorno alla metà del XVI secolo, quando, ricostruita in forme rinascimentali l'abside di S. Vittore, si procedette alla decorazione del presbiterio e del coro, secondo un programma iconografico incentrato sulla passione di Cristo. Il gruppo dell'Addolorata faceva parte di un complesso più ampio, posto nel coro, raffigurante il Calvario; in tale luogo fu visto da S. Carlo Borromeo nelle sue visite e lì si trovava ancora nel 1612, quando Federico Borromeo così lo descrive: "Dietro all'altare, sono appese alla parete tre grandi croci cui sono inchiodate le immagini di Gesù Cristo Crocifisso e dei due ladroni; ai piedi della Sua Croce si vedono le statue della B.V. Maria e delle altre Marie e di S. Giovanni evangelista dipinte e dorate ed elegantemente scolpite".

 La devozione nei confronti del simulacro crebbe in continuazione, dopo il miracolo avvenuto il 28 luglio 1670, quando canonici e celebrante rimasero illesi dopo che un fulmine era caduto in coro; per soddisfare la

Il Simulacro dell’Addolorata, particol.

venerazione dei varesini si stabilì di trasferire l'Addolorata nella vicina chiesa di S. Lorenzo, dove venne approntato un Calvario.
Nel 1678, dovendo procedere all'attuale sistemazione del presbiterio e del coro, si decise di trasferire l'immagine con una solenne processione, il 30 maggio, durante la quale comparvero nel cielo tre splendide stelle; a seguito del prodigio, il simulacro rimase in S. Vittore, venendo riposto nella cappella di S. Carlo, di giuspatronato della famiglia Dralli, ove tuttora si trova. L'afflusso di pellegrini, abbondanti doni ed offerte e il desiderio di onorare degnamente la Vergine convinsero i Fabbriceri a far eseguire dei lavori di ampliamento della cappella che venne in seguito affrescata dal Magatti.

Il culto dell'Addolorata ha dato origine ad una interessante produzione di immagini e di oggettistica sacra: dagli affreschi sulle pareti di numerose case di Varese e dell'alto Varesotto a gruppi statuari lignei o in terracotta, dalle stampe alle particolari corone dei sette dolori.
All'inizio del secolo scorso furono offerte dal popolo tre stelle d'oro con brillanti che servirono per l'incoronazione, compiuta dal beato Cardinal Ferrari arcivescovo di Milano il 15 settembre 1907. Il ricco altare, ideato da Carlo Macecchini, è del 1882 e la cappella, come si presenta oggi, è stata ultimata nel 1923.

Da ultimo segnaliamo che giovedì 13 settembre alle ore 21 presso la Basilica di San Vittore è stato presentato l'ultimo libro di Chiara Zangarini dal titolo "L'Addolorata e la Madonna delle Grazie nella Basilica di san Vittore a Varese - Storia, miracoli, devozione e arte" editore Pietro Macchione, con elevazione musicale.

(Matteo Bollini)

Fonte: in "ArteVarese", http://www.artevarese.com/av/view/news.php?sys_tab=20025&sys_docid=8675&sjl, 16-09-2012