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La castellanza di Bosto custodisce, non lontano dalla piazza della parrocchiale, la chiesetta di Sant'Imerio. 

La chiesa di Sant'Imerio venne costruita sul luogo di una precedente chiesa di origine longobarda e prende la sua attuale dedicazione dal Santo trucidato con il compagno Gemolo in Valganna nel 1047. Un'antica tradizione del secolo XI li presenta, infatti, come accompagnatori di un vescovo in viaggio per Roma proveniente da Oltre Alpi, che si recava dal papa per adempiere all'obbligo della visita ad limina apostolorum. Imerio e Gemolo furono uccisi durante una rapina a colpi di pugnale in Valganna da una banda di malfattori provenienti dal paese di Uboldo. Gemolo fu sepolto a Ganna (e nel luogo nel 1095 sorse l'attuale abbazia a lui dedicata) mentre Imerio che era fuggito verso Varese ferito mortalmente, fu sepolto nella chiesa di S. Michele di Bosto che in seguito prenderà il suo nome.


Affreschi dell'abside della Chiesa di Sant'ImerioAffreschi dell'abside della Chiesa di Sant'Imerio

 

Dell'edificio originario
, dopo l'ampliamento della zona presbiterale nei secoli XIV e XV e altre aggiunte Seicentesche, non resta che la parete meridionale della navata. Negli anni trenta del secolo passato, demolita una costruzione a ridosso di questa parete, è comparsa parte della muratura romanica costituita da grossi ciottoli, talvolta disposti a spina di pesce, e pietre non squadrate. Nella parte superiore sono tre finestre a doppio strombo, con piano inclinato e feritoia a sezione rettangolare. La tipologia della muratura e quella delle finestre fanno propendere gli studiosi per una datazione all'XI secolo.


Nel presbiterio invece sono gli affreschi 
in "stile gotico internazionale maturo". Attualmente la decorazione della volta e delle pareti nord e sud dell'abside è pressoché scomparsa o comunque poco leggibile. Nelle vele della volta, divisa da costoloni, era il Cristo in mandorla  e i Dottori della Chiesa. Sulla parete nord e sud si

Sarcofago - mensa della Chiesa di Sant'ImerioSarcofago - mensa della Chiesa di Sant'Imerio

intravedono resti di una elaborata struttura architettonica seriale arricchita da cuspidi e fastigi in stile gotico, che inquadrano un motivo a conchiglia centrale.

Probabilmente questa partizione doveva accogliere le figure degli Apostoli. La parete di fondo è occupata invece da una Crocifissione con Maria, san Giovanni e la Maddalena ai piedi della Croce, inquadrata da San Michele e unProfeta, come se si trattasse di un'ancona.

Di pregevole fattura gli affreschi nelle cappelle laterali, certamente degni di un approfondimento più dettagliato. Nella cappella destra si trova la raffigurazione di una Madonna col Bambino attorniata da Santi, questi ultimi della seconda metà del XVII secolo; mentre in quella di sinistra un affresco con la SS. Trinità è attribuibile ad un maestro che ha visto le opere di Morazzone. La posa del Cristo, con la gamba visibile in primo piano, come anche i panneggi richiamano alla mente, per esempio, l'Incoronazione della Vergine nella Cappella del Rosario della Basilica di San Vittore, realizzata dal Mazzucchelli tra gli anni 1598-99.

La chiesa accoglie inoltre un sarcofago utilizzato come altare: rinvenuto durante gli scavi del 1928, si ritiene essere quello di Sant'Imerio, come attesterebbero le raffigurazione di pellegrini (Imerio e Gemolo?) scolpite sul sarcofago stesso.

Matteo Bollini

Fonte:""Artevarese", 26-07-2012

http://www.artevarese.com/av/view/news.php?&sys_docid=8528&sjl=1