Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo.

Stampa
Visite: 1103

Un breve percorso tra arte, cultura, musei e scoperte turistiche:  dal centro di Brunello e di Caidate per proseguire poi verso Sumirago, Menzago e Besnate.

 

 

Seguendo come via conduttrice la strada provinciale, la prima sosta obbligatoria è a Brunello, dove in posizione isolata dal paeBrunellose, si erge la chiesa di S. Maria Annunciata, impossibile non scorgerla transitando lungo la via Varesina. Entrando ci colpisce anzitutto la vasta soffittatura dipinta, nel sec. XV, il Giudizio Universale nell'arco trionfale del presbiterio, i dipinti devozionali di maestri lombardi sulle pareti laterali.
Entrando sulla destra si può ammirare il polittico di Francesco de' Tatti, pittore varesino, datato agli anni 20 del XV secolo. Al centro della pala un tempo si trovava l'immagine affrescata della Madonna del latte: staccata a massello, è ora conservata nella cappella destra della chiesa. Dal sagrato della chiesa parrocchiale, un belvedere sulla Valbossa a quota 411 metri. L'occhio (vegetazione permettendo), può spaziare sul Lago di Varese fino a Gavirate, sulle Prealpi del Verbano e Mottarone e più lontano sul massiccio del Monte Rosa e Liskamm e sulla destra sul pendio del Campo dei Fiori e Sacro Monte. Il prato con i tigli a lato della chiesa è stato fino al 1700 anche cimitero del paese: così la costruzione ritmava la vita religiosa e sociale della gente e vegliava il riposo dei morti.

Lasciandoci alle spalle Brunello, ci portiamo a Caidate, frazione di Sumirago. Qui possiamo posteggiare l'auto nella piazza principale e prendere a piedi via Confalonieri per poter ammirare dai cancelli il Castello.

Si tratta di un complesso architettonico di notevole interesse che comprende il castello, un ampio parco, campiCastello di Caidate coltivati e alcuni rustici. La proprietà, in origine alla famiglia Visconti del ramo legato ai feudi di Albizzate, passò nel 1614 ai Figli conti di Saronno; nei primi dell'800 alla famiglia Confalonieri - Strattman e quindi a Barbiano di Belgiojoso, attuali proprietari. Il castello, costruito intorno al 1400 come casa da caccia, subì notevoli trasformazioni nel 1700 e nella seconda metà del 1800. Presenta una distribuzione planimetrica a forma di quadrilatero, chiusa attorno ad un grande cortile centrale. La facciata principale, esposta ad Ovest, risale alla fine del 1700 e si sviluppa su due piani fuori terra, trattati a pietra a vista. Nel Parco si distribuiscono le cascine "Pianca", "Villanova" ed "Ex Chinetti", pregevoli costruzioni realizzate nel secolo XVIII, le cui linee architettoniche appaiono improntate sulla massima semplicità e gli ambienti interni rispondono ad una logica dettata dall'esigenza d'estrema funzionalità secondo lo spirito proprio dell'architettura rurale.

 

Il parco è stato progettato a metà del XVIII secolo dal Balzaretti secondo la moda diffusa in Europa a quel tempo del giardino all'inglese. Tornando verso la piazza, in via Cavour è la Chiesetta di San Genesio, probabilmente la più antica testimonianza della fede caidatese. Il primo patrono del Caidate fu infatti San Genesio, martire romano, ucciso ad Arles per essersi rifiutato di stenografare i processi ingiusti contro i Cristiani. La chiesetta, anticamente di proprietà dei Visconti, godette del "vincolo della cappellania". Al suo interno esistono ancora, anche se poco visibili, affreschi raffiguranti S. Antonio e S. Carlo. Le cronache antiche ci parlano dell'attaccamento dei caidatesi alla loro

 

chiesetta, che attualmente necessita di qualche restauro. Lungo la strada, sulla sinistra, troviamo la Chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Evangelista, inaugurata nel 1760. La facciata si poteva gloriare di una vetrata con la figura di S Giovanni Evangelista dipinta dal Bertini (noto per l'esecuzione delle vetrate nel Duomo di Milano). Nel 1920 essa fu distrutta a causa dello scoppio della polveriera di Vergiate, e poi ricostruita, rifacendosi all'originale.

A Sumirago ci attende la chiesa di San Lorenzo, attestata come "rettoria" nel 1564 (Liber seminarii 1564), nella Parrocchiale Sumiragopieve di Arsago. Tra XVI e XVIII secolo, la parrocchia di San Lorenzo di Sumirago, iniziata nel 1500 e completata nel 1610, per arrivare alla quale si passa davanti all'oratorio di S. Maria della Purificazione. Questa piccola chiesa rivela diverse fasi costruttive da quella originaria - di probabile matrice carolingia- a quella della navatella mediana dell'VIII secolo sino all'abside quattrocentesca. Al suo interno si possono ammirare affreschi dedicati all'infanzia di Cristo: la Natività, l'Adorazione dei Magi e la Presentazione al Tempio con ai lati San Giovanni Battista e San Lorenzo.

Prima di lasciare Sumirago, consigliamo di fare una breve deviazione per la frazione di Menzago. In via san Vincenzo è la chiesa parrocchiale, risalente originariamente alla fine del ‘600 e successivamente ampliata neiSan Eurosia primi del ‘900. Dal sagrato della chiesa si può scorgere una bella vista sulla catena del Monte Rosa. A pochi passi di distanza, la chiesa di sant'Eurosia conserva al suo interno un pregevolissimo altare ligneo intarsiato, della stessa "famiglia" cui appartiene il ben noto altare di San Giorgio a Biumo Superiore.

 

Ultima tappa del tour è Besnate. La parrocchiale di San Martino sorge su un edificio di origine romanica, di cui resta la torre campanaria, decorata da tre ordini di archetti pensili del XI secolo. A pochi passi, nel cuore dell'antico nucleo detto Castellaccio, è la cappella gentilizia di S. Maria di fondazione quattrocentesca.

Prima di concludere, mi sento in dovere di scrivere un avvertimento. Purtroppo non sempre i luoghi citati sono facilmente accessibili. Ci si domanderà: ma come, sono chiese?! Eppure sono proprio le chiese, luoghi che dovrebbero essere sempre aperti, a riservare brutte sorprese (per non dire delusioni) a chi è appassionato di micro turismo. Non siamo purtroppo in Canton Ticino dove l'orario continuato d'apertura delle chiese è un vero regalo per chi viene dall'Italia e conosce sulla propria pelle l'esperienza frustrante di edifici sacri sbarrati e della faticosissima ricerca delle chiavi. Le ragioni di questa serrata è evidente e sacrosanta: la piaga dei furti, ma non si può che constatare quando questo renda difficile l'esplorazione territoriale e, in un certo senso, anche la formazione di noi giovani, invogliati più cliccare che a girare. Una telefonata in parrocchia, sempre che vi rispondano, è quindi d'obbligo.

 

Matteo Bollini

 

Fonte: in “ArteVarese”http://www.artevarese.com/av/view/news.php?sys_tab=2000f&sys_docid=10012&sjl=1, 2013-29-08