Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo.

 

Augusta Raurica

I resti dell’antica città  romana nei pressi di Basilea appaiono oggi al visitatore in un percorso volutamente integrato nel territorio circostante.

Il museo può costituire il punto di partenza, aiutarci a scoprire le ragioni di un insediamento ai confini dell’impero (pare non troppo gradito per il clima).

 

domus rimini

 

Per chi va a visitare Rimini nelle assolate giornate estive sarà una sorpresa imbattersi nel complesso della Domus del chirurgo.

Vaghe reminiscenze didattiche vengono fatte rivivere dalle guide locali.

 

 

 

 

rila

Il monastero di Rila appare raccolto sotto la montagna, un complesso omogeneo e “recente”.
Un gioiello in terra bulgara, felicemente valorizzato e tappa dovuta. Se si parte dal piccolo museo  che integra il percorso, ci si rende conto della sua storia millenaria.

Il piccolo nucleo di S.Nazzaro Sesia appare allo spettatore dopo un’estesa infinita di risaie, dal giallo lussureggiante e intenso. Sono i campi a metà settembre, per chi ama lo spettacolo della pianura o semplicemente della  natura. 

Il paese si raccoglie intorno all’antica abbazia benedettina, restaurata di recente e resa viva dalla presenza di tre monaci di frontiera. “Ora et labora” in mezzo alle distese del vercellese, portando avanti un’atavica missione.

 

La giornata di pieno autunno è luminosa ed invitante. Dal balcone della valle di Livo si possono abbracciare i due rami del lago di Como e, volgendosi a guardare la montagna, un paese che si perde sulle sue pendici.



Vista del Crotto Dangri



Dopo Lugano, il corridoio stradale  sembra arrampicarsi sulla montagna. Si arriva alla galleria per antonomasia, sempre un brivido nel percorrerla in tutti i suoi 18 km.
Al di là il tempo cambia, una luminosa e cangiante giornata d’autunno che meraviglia per la spruzzata di neve sulle vette.
Dopo Lucerna le colline sono un misto di armonia e immagine onirica, le architetture integrate, i dolci declivi, la trama dei laghi.
Due castelli si fronteggiano su un isolotto, racchiudendo quasi uno scrigno alla Camelot. Impossibile rinunciare a cogliere l’attimo della fotografia.
E poi Aarau, la prima capitale. I tetti dipinti richiamano la tradizione delle valli, una vetrina occhieggia all’Italian style. Il Rathaus dall’aspetto austero racchiude una mostra di arte moderna.
Antico e contemporaneo convivono quasi naturalmente, si tratta di cogliere quello che “devia” dall’apparente rigore.

La curiosità è tanta. Il paesaggio dall’alto è maestoso: il porto, il campanile di San Nazaro, le montagne sullo sfondo.

Bellano mi appare come collocata su un ampio golfo, dai ritmi pigri e dal respiro lento.

Il cielo è limpido, nella discesa si scorgono le coste desertiche di Fuerteventura. Bisogna percorrere 20 km di sterrata per incontrare il paradiso delle Canarie. Dal passo sono state scattate le foto più selvagge dell’isola, grande spiagge, l’oceano prorompente, tracce che si perdono oltre le dune.


Il paese di Cofete è una sorta di eufemismo, un punto di appoggio all’interno del Parco naturale.

Qui anche l’incontro con qualche escursionista di passaggio è di disturbo.

 

Il Friuli è una tappa intermedia del viaggio verso la Slovenia.
Gemona ferita ricorda con una cerimonia commovente la festa medievale, i fuochi illuminano la sagoma del Duomo ricostruito.
Il lago di Bohinj gioiello delle Alpi Giulie, prossimo al più famoso e oleografico lago di Bled.
La chiesa si specchia nelle acque verde smeraldo, l’arco del ponte del diavolo abbraccia l’intera valle.

Bohini.jpg

 

Arrivo a Bucarest, con qualche timore. Abbiamo noleggiato un’auto in loco per evitare inutili connotazioni e sgraditi incontri.  Eppure una pattuglia ci ferma fuori dalla capitale.
Italiani…. Buon viaggio e benvenuti!!!! Questo prima del nefasto episodio romano. Il primo impatto è con la periferia di un centro industriale. Vetri rotti alle pareti di casermoni grigi e fumosi. L’anonimato carica l’atmosfera di perplessità per una vacanza solo agli inizi.

Siamo sui Carpazi, selvagge e sconfinate distese  di alberi. Il cuore palpitante dell’Europa. Foreste inaccessibili,  sguardi sull’infinito.  Primi bed and breakfast. Ci accompagnano al ristorante. Moulaka, la polenta. La cameriera ha la sorella in Italia.

 



Il profilo di Castel Peles è fiabesco, richiamo allo stile di Ludwig in terra di Transilvania.  Il  lampadario di Murano sovrasta la perfetta ricostruzione di un salone veneziano. Eclettismo estremo, esaltato dalle avvolgenti atmosfere delle ricostruzioni in legno.

L’autostrada  da Sofia in Bulgaria è improbabile, frequenti rabberciature, l’ultimo tratto non è stato completato.

Campeggiano i cartelli che segnalano l’utilizzo di fondi europei, anche per la realizzazione di ampi vigneti.

Sozopol è crocevia di culture, frequentata da turchi, rumeni, greci.  
Sul lungomare un miscuglio di sapori ed odori, quasi un retaggio dei bazar di Istanbul, distante poco più di duecento  chilometri.

Tedeschi e inglesi affollano le spiagge del Mar Nero animate più a nord, vicino a Varna di stokeriana memoria.



La prima sosta in Ungheria ci riserva la sorpresa di un matrimonio locale.
Dodici damigelle in viola per la giovane coppia che si fa fotografare intorno ad un piccolo lago.
Preludio alla nota costante d’ambiente di questa vacanza.
Il Balaton si può considerare l’Adriatico degli ungheresi o un’enorme piscina perfettamente adatta agli europei di nuoto, si cammina per centinaia di metri fino a godersi l’ottima visuale sull’altra sponda.  Ideale per non nuotatori.
La natura rimane lacuale, fondo torbido, insetti da esposizione, barche a vela e surf.
Il lago è sulla sponda sud in gran parte urbanizzato; residenze liberty affiancano insediamenti più recenti a favorire i soggiorni estivi e i fine settimana degli abitanti della capitale.
Le case e i giardini appaiono dignitosi, ben curati e mantenuti. Avevamo attraversato il primo giorno un villaggio Rom, con un’impressione iniziale diversa. 
Molti bagni sono privati, con ingresso a pagamento.
La sponda nord, che ospita la più importante città termale Balatonfured, offre belle viste sui vigneti delle colline.



La passeggiata Tagore ricorda il soggiorno del poeta indiano.
L’atmosfera è quella  di una decadente città mitteleuropea di fine ottocento.

Arriviamo a Marsiglia che è già sera.

 

La città ruo ta intorno al Porto vecchio, che si riveste di luci e si popola di turisti.


Alle spalle la città vecchia e di fronte la collina di Notre Dame de la Guard.
Sulle bancarelle esposti i saponi di Marsiglia, in diverse forge e colori.
Sul lungomare succhi alla frutta preparati al momento alleviano il caldo della giornata.


La città non è a buon mercato, ma ci si sposta agevolmente con i mezzi pubblici alla portata di turisti italiani e spagnoli.
Una coppia di slovacchi ammutolisce di fronte al prezzo di  12 euro per un litro di birra.
Canebiere, la via dei negozi chiusi a metà agosto. Più in là si apre una sorta di Souk, mercato molto frequentato e altrettanto sporco. Ci ricorda i lezzi  del Nord Africa; la Provenza in questo momento è lontana

Nazarè era ed è villaggio di pescatori, una rete all’ingresso simboleggia l’antica vocazione.

La funicolare porta al santuario della Vergine protettrice dei pescatori, le mogli oggi si affacciano sui vicoli e affittano le stanze ai turisti.

Le spiagge a nord di Lisbona, sconfinate e selvagge, emergono anche d’estate da una sorta di nebbia.

 

Nazarè

 Ci si può bagnare là dove il mare si rifugia in qualche caletta.

La città di Valencia offre le peculiarità e le opportunità di una città di mare emersa dai fasti della Coppa America:

un accogliente centro storico, belle spiagge e un tentativo di rilancio turistico attraverso la cittadella delle scienze e le strutture del porto.

Il turista  gode dell’ospitalità spagnola in una città immersa nei suoi ritmi  in apparenza sornioni.

Anche qui Calatrava ha lasciato il segno, non solo nell’architettura ma anche nella concezione urbana e spaziale.

Alveo fiume Turia

Il  fiume Turia responsabile di frequenti esondazioni è stato deviato;  la passeggiata nel suo alveo consente di toccare i punti più interessanti della cittadina.

 La Sacra di San Michele è il portone della valle e offre nelle giornate limpide una splendida panoramica.

L’occhio abbraccia la pianura fino a Superga.

L’abbazia si erge maestosa, nella sua duplice funzione di luogo di preghiera e ricetto fortificato. 

L’itinerario richiama a molti l’accesso alla più celebre  Mont Saint Michel. Il pellegrino vive infatti un percorso di ascesa spirituale all’interno delle mura.

Le tombe a vista della chiesa rappresentano  il sacrario della nobiltà feudale.


 
Vai all'inizio della pagina